Superare il digital divide, costituito il tavolo permanente di confronto

Con l’espressione digital divide si intende l’esclusione, parziale o totale, di alcune aree dalle tecnologie dell’informazione (Internet in particolare), per carenza di infrastrutture avanzate

Con l’espressione digital divide si intende l’esclusione, parziale o totale, di alcune aree dalle tecnologie dell’informazione (Internet in particolare),  per carenza di infrastrutture avanzate. E’ un problema che nella nostra provincia riguarda ancora circa il 10% della popolazione e la cui soluzione rappresenta uno degli obiettivi del programma di mandato del Presidente Claudio Casadio.

Per questo l’assessore provinciale alle reti informative, Luciano Ronchini, ha promosso la costituzione di un tavolo permanente di confronto sul digital divide, che ha svolto ieri la prima riunione con la presenza della società Lepida e di una folta rappresentanza di Comuni,  Associazioni di categoria, imprese del settore wireless.

“Come Provincia – commenta Ronchini- siamo determinati a svolgere un forte ruolo di coordinamento,  che ci viene richiesto da tutti i soggetti in campo. La prima azione sarà realizzare entro poche settimane, con la collaborazione delle Associazioni imprenditoriali, una sorta di mappa provinciale del digital divide. Dobbiamo anzitutto capire dove sono localizzate le imprese che hanno bisogno di connettività; il secondo passaggio sarà fare incontrare domanda e offerta, mettendo in campo le agevolazioni che il pubblico può offrire e coordinando gli interventi degli operatori privati. Non sarà una passeggiata, ma la partenza è stata incoraggiante, c’è una diffusa consapevolezza che solo unendo le forze potremo raggiungere i risultati attesi e necessari”.

Un obiettivo che viene perseguito con la piena collaborazione dei Comuni e di Lepida, la società costituita dalla Regione Emilia-Romagna e dagli enti locali, come strumento operativo per lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione. Se la limitazione nell’accesso alle tecnologie informative rappresenta indubbiamente un disagio, anche pesante, per i cittadini, può addirittura penalizzare la produttività delle imprese e la loro capacità di commercializzare i prodotti. Basti pensare alla difficoltà con cui si trovano a svolgere attività elementari e correnti, come scaricare un’istruzione tecnica o inviare per posta elettronica un catalogo.

Per questo, nel quadro del programma regionale di garantire entro il 2013 a tutta la popolazione un accesso a banda larga di almeno 2 megabit al secondo, particolare attenzione va dedicata al mondo delle imprese, per il quale tale obiettivo minimo può spesso risultare inadeguato alle esigenze. E’ questo il caso, ad esempio, di piccole e medie imprese che hanno più sedi interconnesse, che utilizzino pesantemente la rete, o per imprese che abbiano CED gestiti autonomamente e con accesso verso clienti, collaboratori, agenti o fornitori. In carenza  di risorse pubbliche per finanziare l’ulteriore infrastrutturazione del territorio, la  Provincia punta sul partenariato pubblico-privato, mettendo in rete tutti coloro che a vario titolo sono interessati alla soluzione del problema.
 

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