Turchetti (Pd): "Non ci sono presupposti per individuare illeciti dell'amministrazione su Marinara"

La commissione, secondo Verlicchi, dovrebbe condurre un’indagine per accertare eventuali illeciti commessi dall'amministrazione nei confronti della gestione

Il consigliere del Pd Marco Turchetti, nella seduta di giovedì del consiglio comunale, è intervenuto sulla richiesta di una commissione di inchiesta per fare luce sul porto turistico di Marina di Ravenna presentata da Veronica Verlicchi. La commissione, secondo Verlicchi, dovrebbe condurre un’indagine per accertare eventuali illeciti commessi dall'amministrazione nei confronti della gestione e del rispetto della convenzione stipulata con la società Seaserper la costruzione di Marinara.

“Non credo – ha affermato Turchetti - che ci si possa permettere di istituire commissioni che partono da legittime perplessità di alcuni cittadini o consiglieri, senza verificare preventivamente se ci siano i presupposti sostanziali per mettere in moto una macchina così complessa e dispendiosa. La consigliera Verlicchi, nelle premesse con cui ha presentato questa richiesta, dice che vuole indagare sulle inadempienze (dando perciò per scontato che inadempienze vi siano state) che hanno impedito a Marinara di divenire ciò che avrebbe dovuto essere. Dimentica però che dal 2008, cioè da appena tre anni dopo la stipula della convenzione, è iniziata la più grande crisi economica che mai abbiamo visto a queste latitudini e che tale crisi ha maggiormente infierito proprio nel settore delle costruzioni, investendo a tutti i livelli: lavoratori, imprese, investitori, risparmiatori, amministrazioni e ovviamente settori strategici come il turismo e il commercio".

Prosegue l'esponente democratico: "Ci sono mille variabili che possono sopravvenire nel corso di realizzazione di opere così complesse ed è per questo che le amministrazioni possono, per norma, avvalersi di una certa discrezionalità sull’applicazione delle clausole previste nelle convenzioni. A Marinara tutte le opere sono state completate e sono state collaudate; sono tutte fruibili e funzionanti, i risparmiatori che hanno investito i loro capitali non hanno perso nulla e la comunità locale può contare su un bene che, crisi permettendo, potrà finalmente diventare un volano di sviluppo economico importante. Se invece avessimo bloccato e sospeso le concessioni e magari escusso le fidejussioni, ora avremmo una immensa area recintata sicuramente già in forte degrado! Inoltre, mi sembra di aver avuto sufficienti e certe garanzie su tutti gli elementi di seguito: non è vero che i posti barca no sono accatastati; e tutti gli atti accertati e visionati a campione dall’amministrazione certificano il rispetto della condizione di vincolo del posto barca alla cessione di unità immobiliare".

Prosegue ancora Turchetti: "Nonostante le difficoltà economiche della Seaser posta in liquidazione e il fallimento della Cmr esecutrice delle opere l’amministrazione, garantendo il mantenimento delle concessioni ha potuto permettere agli istituti bancari di rifinanziare i lavori permettendo così il loro completamento. Quindi conseguentemente alla fine dei lavori si è potuto dar corso alle operazioni di collaudo finale delle opere di urbanizzazione conclusosi nel mese di marzo. Risulta eseguito il lavoro di approfondimento dei fondali e realizzato l’impianto di ricircolo forzato dell’acqua, collaudato nel 2009. I lavori per il riposizionamento della motosilurante sono stati anch’essi eseguiti e completati. Il fatto di aver potuto procedere, come previsto dalla normativa di questo Comune, alla realizzazione di collaudi in corso d’opera e parziali ha permesso di fatto di poter usufruire di lotti di opere in anticipo sulla conclusione complessiva delle opere, perché comunque dotati di tutte le infrastrutture di pertinenza, in questo modo gli edifici ritenuti agibili hanno potuto essere iscritti nei ruoli per il pagamento delle imposte dovute".

"La collettività ha potuto comunque usufruire di servizi pubblici i cui costi di gestione e manutenzione erano ancora in capo alla società promotrice - continua l'esponente democratico -. Le poche e ultime opere rimaste da realizzare non pregiudicavano comunque la funzionalità delle aree e il loro sfruttamento ad uso pubblico. Io sono felice e orgoglioso di una amministrazione che nell’ambito di una corretta discrezionalità decisionale sia riuscita a gestire una situazione così delicata e a portare a compimento un progetto così importante, che forse non sarà salvifico per le sorti della nostra città ma che comunque, se non completato, avrebbe comportato un enorme danno sia sociale, che ambientale che economico, compromettendo moltissimo anche la nostra reputazione turistica. Per questo non siamo d’accordo per l’istituzione di una commissione di indagine, ritenendo sufficientemente chiaro, esaustivo e soddisfacente il quadro che è emerso da questi approfondimenti".

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