Via la cittadinanza onoraria a Mussolini: la controproposta del sindaco. Per l'opposizione "non è la priorità"

A 24 ore di distanza dai festeggiamenti del 25 aprile per il 73esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, a palazzo Merlato si torna a discutere della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

A 24 ore di distanza dai festeggiamenti del 25 aprile per il 73esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, a palazzo Merlato si torna a discutere della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Giovedì pomeriggio, infatti, la commissione consiliare Affari istituzionali, partecipazione e sicurezza si è riunita per discutere di due ordini del giorno, entrambi presentati da Ravenna in Comune: il primo, appunto, per revocare l'onorificenza al leader del fascismo; il secondo, invece, per vietare concessioni per banchetti di propaganda e sovvenzioni o utilizzo di sale e spazi pubblici a organizzazioni e associazioni che possono ricondurre al fascismo, se non sottoscrivendo una dichiarazione di rispetto della Costituzione Italiana con riferimento alla XII disposizione transitoria e finale e della Legge Scelba Mancino. Il capogruppo di Ravenna in Comune, Massimo Manzoli, ricorda di avere depositato il primo ordine del giorno nell'ottobre 2017, "quando si paventava una nuova marcia su Roma da parte di forze neofasciste. La cittadinanza onoraria fu concessa a Mussolini nello storico primo anniversario della marcia su Roma. Alcuni Comuni italiani, negli anni, l'hanno revocata, altri no. Di certo sono innumerevoli i motivi per cui è indegno che il duce abbia ancora la cittadinanza".

Nella scorsa legislatura, nel 2014, fu il consigliere d'opposizione Alvaro Ancisi, di Lista per Ravenna, a chiedere la revoca della cittadinanza onoraria al duce, ma la maggioranza votò per il mantenimento. Oggi, invece, il Pd pare aver cambiato idea: già qualche mese fa il sindaco Michele De Pascale aveva annunciato che avrebbe proposto la revoca. Mercoledì, però, il primo cittadino ha presentato una proposta leggermente diversa a quella di Manzoli. "Data la difficoltà a procedere alla cancellazione di una cosa che riguarda il passato - ragiona il sindaco - si potrebbe impedire che nell'albo dei cittadini onorari, che riguarda invece il presente, figuri chi vi è per meriti legati al fascismo. Basterebbe dunque una modifica allo Statuto del Comune. Di certo serve una risposta chiara e unitaria".

I consiglieri d'opposizione, come prevedibile, partono subito all'attacco, in primis Veronica Verlicchi della Pigna: "La proposta è in linea con l'ideologia che Ravenna in Comune ha sempre espresso: ciò che invece mi stupisce è l'accoglienza fatta dal Pd e dal sindaco, che hanno accolto in maniera plateale questa proposta che tre anni fa lo stesso Pd aveva bocciato. Perchè questo cambio di idea? Avete avuto tante occasioni per togliere questa cittadinanza. A distanza di 80 anni, comunque, a me non fa nè caldo n freddo che questa cittadinanza venga mantenuta o meno, avrei preferito che l'attenzione dell'amministrazione si fosse focalizzata su qualcos'altro. Per quanto riguarda la concessione di spazi pubblici trovo opportuna la proposta, ma credo vada estesa a organizzazioni e associazioni che si richiamino a estremismi di qualsiasi tipologia e orientamento politico". Il capogruppo di Forza Italia Alberto Ancarani annuncia battaglia in Consiglio e intanto parla di proposta cerchiobottista. "Non è una priorità per la città ed è incredibile che il sindaco senta il bisogno di essere presente oggi in commissione. Si tratta palesemente di quella che una volta veniva chiamata propaganda, oggi potremmo dire 'storytelling antifascista'. Se si revocasse la cittadinanza, si dovrebbero abbattere il liceo, le linee ferroviarie che collegano Ravenna a Bologna e tutti gli immobili fascisti. La storia, invece, non si cancella". Dello stesso avviso Massimiliano Alberghini di Lega Nord, che si chiede cosa sia cambiato rispetto tre anni fa, mentre sul secondo ordine del giorno "occorre allargare ad altre ideologie totalitariste. Certo è che non sentivo il bisogno di venire qua a parlare di una persona morta e sepolta, anzi: forse lasciare la cittadinanza onoraria potrebbe servire da monito ai posteri".

Daniele Perini di Ama Ravenna ricorda che "La Germania ha chiuso questo capitolo dopo Norimberga; noi nel 2018 ancora siamo qui a parlarne". Il consigliere di maggioranza si è mostrato favorevole alla proposta di modifica del sindaco, mentre spiega che probabilmente avrebbe votato contro l'ordine del giorno di Manzoli così com'è. Fabio Sbaraglia del Pd aggiunge che "confondere la discussione sul merito della cittadinanza con un processo al fascismo da estendere all'architettura è esercizio di grande disonestà intellettuale", mentre per Michele Distaso di Sinistra per Ravenna "è di cattivo gusto dire che oggi stiamo perdendo tempo con questa discussione. In ogni caso, se fossi stato in consiglio comunale nel 2014, avrei votato positivamente per la proposta di Ancisi". E proprio Ancisi ricorda come l'onorificenza concessa a Mussolini, come al prefetto Eugenio De Carlo e al ministro Stefano Giurati, "era illegitima in quanto data dalla maggioranza e non dal Consiglio comunale. A Firenze il Pd l'ha revocata, qui la difende a testuggine. Voterò per coscienza intellettuale", conclude laconico senza esprimere favore nè contrarietà. Anche Marco Maiolini del Gruppo misto, mostrandosi favorevole alla revoca, rimarca che "la storia ha già identificato e giudicato Mussolini. Sono sconcertato che non sia stata tolta subito dopo la guerra come a Napoli".

Manzoli si è mostrato disponibile ad accogliere la proposta di modifica del sindaco: ora l'ordine del giorno verrà presentato in Consiglio comunale, presumibilmente giovedì 3 maggio.

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