Sanità, la Regione mette "in competizione" due diversi vaccini. I medici: "Azzardo"

Il problema del bando, che scadra' il prossimo 15 ottobre, sta nel mettere in competizione con il criterio del prezzo piu' basso il vaccino a 13 valenze (Pcv13), da sempre usato in Italia e in Emilia-Romagna, con quello a 10 valenze

In Emilia-Romagna l'assessorato alla Sanita' lancia una gara mettendo in competizione due diversi vaccini anti-pneumococcici e i medici di tutta la Regione parlano di "scelta azzardata" e potenzialmente dannosa per la salute dei bimbi. Tanto piu' che il batterio Streptococcus pneumoniae e' capace di provocare otiti, polmoniti e meningiti e sepsi: patologie gravi che possono anche essere mortali. Ad allarmarsi dopo aver visionato il maxi bando regionale da 68 milioni di euro sono state le piu' importanti sigle di rappresentanza nel mondo medico: Fimmg (medicidi famiglia), Siti (medici vaccinatori), Fimpo (pediatri di famiglia) e Sip (pediatri ospedalieri). Il problema del bando, che scadra' il prossimo 15 ottobre, sta nel mettere in competizione con il criterio del prezzo piu' basso il vaccino a 13 valenze (Pcv13), da sempre usato in Italia e in Emilia-Romagna, con quello a 10 valenze, piu' economico e pero' capace di coprire direttamente una gamma minore di famiglie (sierotipi) di batteri, 10 invece che 13. "Il Pcv10 potrebbe essere equivalente al Pcv13, ma non ne siamo certi, non ci sono studi che lo dimostrino con certezza. Quindi noi non possiamo certo raccomandarlo", spiega Paolo Bonanni del Dipartimento di Scienze della Salute dell'universita' di Firenze e coordinatore del board del Calendario vaccinale per la vita. La scelta della Regione non e' piaciuta per nulla a medici e pediatri perche', e' scritto in un nota tecnica condivisa, "allo stato attuale delle conoscenze, degli studi scientifici e dei dati di sorveglianza disponibili", si "continua a raccomandare l'utilizzo del vaccino a 13 valenze per l'immunizzazione infantile nel nostro paese". 

E se la gara premiasse il Pcv10 la sanita' regionale, si legge sempre nella nota tecnica, si troverebbe di fronte a una "scelta azzardata e potenzialmente portatrice di aumento dei casi di patologia pneumococcica anche grave non giustificabile". Il caso e' finito sui banchi dell'assemblea regionale, con il consigliere Michele Facci (Movimento sovranista) che ha presentato un'interrogazione e ha puntato il dito contro l'assessorato alla Sanita': "Per la Regione mere valutazioni economiche sono piu' importanti della tutela della salute, e cosi' a rimetterci saranno i piu' deboli per definizione, cioe' i bambini". A gettare acqua sul fuoco e' l'assessorato alle Politiche della salute guidato da Sergio Venturi. In una nota si specifica che nessuna decisione e' stata ancora presa e che la scelta finale sara' fatta attraverso una "valutazione farmacoeconomica e di costo-opportunita', ma tenendo sempre ben presente che il primo requisito, quello piu' importante, e' la qualita' del prodotto". Infine, spiega la Regione, gli "eventuali risparmi derivanti dalla gara saranno totalmente investiti per sostenere le politiche vaccinali e di prevenzione, quali l'incremento dell'offerta vaccinale a prezzi ulteriormente ridotti alle fasce di popolazione con problemi economici, il miglioramento ed il potenziamento dei servizi vaccinali". Infine il punto scientifico: sostiene la Regione che "autorevoli evidenze scientifiche" abbiano dimostrato come "nessuno dei due vaccini puo' essere considerato migliore o peggiore dell'altro in termini di protezione complessiva e la scelta del vaccino deve essere basata sul contesto epidemiologico e la potenziale efficacia dei due vaccini".

Una posizione che cozza con quella della Societa' italiana di igiene e di pediatria, della Federazione italiana dei medici di famiglia e della Federazione italiana medici pediatri. Nei giorni scorsi i medici hanno espresso le loro preoccupazioni direttamente all'assessore Venturi, e a breve dovrebbe esserci un nuovo incontro. In Italia solo il Piemonte ha scelto nel 2017 di passare al Pcv10, e gia' l'anno scorso ci sono state polemiche con i medici che chiesero (inutilmente) di rivedere la scelta "a garanzia della tutela della salute dei bambini piemontesi". Questa volta pero', rispetto alla scelta piemontese, pediatri e medici di famiglia si fanno forti dei dati arrivati dal Belgio, dove dal 2015 c'e' stato in alcuni territori un passaggio dal Pcv13 al 10. Il risultato, racconta un articolo pubblicato nell'agosto di quest'anno dalla prestigiosa scientifica "Lancet" e firmato da ricercatori dell'universita' di Leuven, e' stato l'incremento dei casi di malattia invasiva penumoccoccica nei bimbi da zero a due anni. E per giunta, hanno spiegato gli scienziati, proprio nei sierotipi lasciati scoperti dal passaggio da un vaccino che garantisce 13 sierotipi coperti, a uno che ne garantisce solo 10. In particolare sono schizzati alle stelle i contagi legati al sierotipo 19a, "uno dei piu' resistenti contri gli antibiotici".(Dire)

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