Sanità in ginocchio: "I precari sono 3500, per rispettare i turni servirebbero 15mila infermieri"

Il Servizio Sanitario Nazionale, secondo Articolo 1-Mdp, è il settore "con più precari in assoluto: 41mila con contratto a tempo determinato e interinali e 3.500 medici precari"

In questi giorni La Fp-Cgil ha denunciato le criticità legate alla carenza di personale sanitario e alle condizioni di lavoro dello stesso. In seguito l’Ausl Romagna ha deciso di procedere all’assunzione di 240 lavoratori che da almeno 3 anni lavoravano con contratti precari, rinnovati di mese in mese. "La stabilizzazione del personale non potrà che giovare alla qualità dei servizi ed alle condizioni lavorative nei reparti - commentano da Articolo 1 - Movimento democratico progressista, partito nato da una scissione dal Pd promossa da alcuni esponenti - Questa novità tuttavia non è ancora sufficiente per recuperare il divario che si è creato in questi anni, in virtù dei vincoli imposti al personale dipendente, vincoli introdotti con l’unico intento di contenere la spesa, la cui continua riduzione ha prodotto che a fine 2015, in Italia, risultavano impiegate 40mila persone in meno, senza considerare che, per rispettare le direttive europee sui turni di lavoro, si stima che bisognerebbe assumere circa 15mila infermieri. Tali vincoli producono ancora oggi effetti perversi sulla spesa del Servizio Sanitario Nazionale perché costringono le aziende a ricorrere a personale esterno, che a parità di mansioni ha un costo unitario più alto, oltreché assistiamo a una maggiore precarizzazione del personale ordinario e medico".

Ausl e carenza di personale, la svolta: un concorso per assunzioni di ruolo

Il Servizio Sanitario Nazionale, secondo Articolo 1-Mdp, è il settore "con più precari in assoluto: 41mila con contratto a tempo determinato e interinali e 3.500 medici precari. E’ diventato urgente mettere nell’agenda politica del paese il rilancio del servizio sanitario pubblico e Universale, decidendo innanzitutto la revisione dei vincoli imposti al personale dipendente. Anche iI rapporto dell’osservatorio nazionale salute conferma che l’investimento sulla Sanità pubblica è inferiore rispetto ad altri paesi europei (la spesa sanitaria ha una incidenza sul Pil del 6,7% contro l’8,6% in Francia e il 9% in Germania, la media Europea è del 7,2%). Dopo anni di tagli alla sanità si sono determinate in questo paese fra i cittadini troppe disuguaglianze e la politica sanitaria attuata in Italia ha prodotto 12,2 milioni di persone che rinuncia a prestazioni sanitarie per ragioni economiche, inoltre è cresciuta la povertà sanitaria, in particolare tra i minorenni. Anche nel nostro territorio molti reparti sono in sofferenza cronica di personale, che garantisce le attività con un appesantimento delle proprie condizioni di lavoro a discapito di un'assistenza sanitaria qualificata ed efficiente, tenuto conto peraltro che il 74% è rappresentato da donne che, oltre a vivere una condizione di lavoro pesante, devono farsi carico del lavoro di cura familiare. E’ indispensabile investire sulla sanità pubblica con un aumento delle risorse a partire dal 2018 per un piano di assunzioni e stabilizzazioni di personale, per investire nella sua formazione, sulle nuove tecnologie e la ricerca. Una maggiore e migliore qualità del servizio abbatte costi economici e mortalità, con un miglioramento delle condizioni di vita degli assistiti e dei lavoratori". Il movimento ravennate propone quindi "un aumento della spesa sanitaria che collochi l’Italia a livello degli altri paesi europei, l’abolizione del super ticket e un piano di assunzioni e stabilizzazioni del personale".

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