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"L'accordo sui servizi per l'infanzia: emblema contro il virus della crisi"

Redazione

Nessuno è stato più felice di Lista per Ravenna quando il governo di questa città ha annunciato, perfino in videoconferenza stampa, che tutte le famiglie con figli iscritti ai nidi e alle scuole materne non avrebbero pagato un euro di retta per l’intero tempo di chiusura dei servizi durante l’emergenza virus. È stato musica aver sentito dal sindaco che ciò avviene perché “tutte le famiglie sono uguali, mentre se avessimo agito solo a favore di chi ha i bambini nei servizi comunali, avremmo creato disparità”. Tanto più se significa che il Comune stipulerà tre accordi a favore di altrettante tipologie di gestori, grazie a cui, a fronte di obblighi a carico di costoro per affermare congiuntamente l’interesse pubblico, verranno sovvenzionate non solo, con 183mila euro, le cooperative che gestiscono 8 nidi comunali (dunque pubblici) avuti in appalto dall’amministrazione, ma anche i titolari di 21 nidi e 15 scuole materne gestiti da privati non cooperativi e frequentati da 1.041 bimbi, a cui vanno 241mila euro, di cui 202mila alla Fism. Questa federazione gestisce, tramite associazioni senza scopo di lucro fondate sul volontariato, 25 plessi, tra nidi Primavera e scuole materne paritarie, con 683 bambini iscritti, che svolgono un ruolo generoso fondamentale perché i servizi per l’infanzia siano diffusi su tutto il territorio, a misura di tutte le famiglie. Onestà intellettuale della comunicazione pubblica avrebbe però dovuto riconoscere che questo indiscutibile “successo”, per niente scontato, è avvenuto dietro l’esortazione e la collaborazione attiva dell’opposizione. È infatti agli atti del servizio istruzione già dal 24 marzo l’iniziativa di Lista per Ravenna, che il 2 aprile prese la forma di un question time rivolto al sindaco affinché “nidi e scuole materne privati” non fossero “penalizzati ingiustamente dalla chiusura”. Il 10 di marzo la giunta comunale aveva in effetti deliberato di sospendere già dal mese di febbraio le fatture per la frequenza dei nidi e delle scuole materne comunali di propria diretta gestione e delle scuole materne dello Stato attive nel nostro comune, ma anche dei nidi comunali appaltati a cooperative private, alle quali si impegnava a rimborsare i mancati incassi. Niente si diceva dei 36 nidi e scuole materne gestiti da privati non cooperativi. Occorre riconoscere che già il 3 aprile, nella videoconferenza dei capigruppo politici del consiglio comunale, il sindaco e Lista di Ravenna convennero, quasi con le stesse parole, che si dovesse rimediare a ciò, attivando da subito un percorso di concertazione con tutti i soggetti interessati. La conclusione si è avuta il 24 aprile, con l’esito positivo formalizzato dalla giunta comunale martedì 28. Lista per Ravenna ha operato strettamente con la Fism perché fosse raggiunto. Non è un risultato da poco. In caso contrario, si sarebbero avuti conflitti (e alcuni ce ne sono stati) all’interno dei nidi e delle scuole, tra i gestori e le famiglie, mettendo anche a rischio di chiusura numerosi plessi delle frazioni di campagna. Nel tragico tempo di questa emergenza sanitaria e sociale, un accordo generale, quale la nostra città ha conseguito, tra istituzioni pubbliche e private, tra famiglie, imprese e associazioni, e non da ultimo tra forze di governo e di opposizione, rappresenta l’emblema di quanto ha più bisogno l’intero Paese, a tutti livelli, per resistere alla crisi che l’abbatte e riprendere quota in salute, benessere ed equità sociale.

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna

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