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Logo e naming per Dante 2021, la Pigna: "Dilettanti allo sbaraglio"

Redazione

Era il 22 marzo quando abbiamo portato alla luce le anomalie riguardanti il bando per la scelta del logo e del naming di Ravenna nel VII Centenario della morte di Dante Alighieri. Tra le anomalie da noi evidenziate spicca la non conformità del bando alle specifiche direttive europee in materia, cosa già di per sè gravissima, oltre al fatto che affidare la scelta del logo al pubblico pare più una pratica da trasmissione televisiva stile “Dilettanti allo sbaraglio” che da una selezione tecnicamente e altamente qualificata come l’importanza dell’evento meriterebbe. L’ennesimo escamotage per cercare di attrarre un po’ di consenso popolare verso la Giunta meno amata della storia del Pd locale. La procedura ha ricevuto anche la feroce critica da parte dell’Aiap, l’associazione nazionale più rappresentativa e qualificata dei designer italiani, che l’ha definita irrispettosa per i professionisti e contraria alle semplici regole del buon senso, tanto da prendere l’estrema decisione di esortare gli interessati e i cittadini a boicottare il bando diffondendo le ragioni della protesta con lo slogan “ A certi bandi diciamo NO”. Alla luce di tali fatti, lo scorso 2 aprile abbiamo depositato un question time in cui si chiedeva al Sindaco de Pascale di rimodulare il bando, nel rispetto delle direttive europee, e di incaricare della scelta del progetto vincitore una giuria composta da soggetti con compravata e specifica professionalità nel settore della comunicazione visiva. Richieste che non sono state minimamente prese in considerazione, come si evince dalla risposta fornita dall'Assessore alla cultura Elsa Signorino. La Signorino si trincera dietro la scusa, perché di questo si tratta, che la Giunta comunale non abbia né le competenze né le prerogative per predisporre la rimodulazione del bando e, quindi, modificare la determina del Dirigente dell’ufficio cultura, Maurizio Tarantino. La Signorino, però, dimentica opportunamente che il dirigente Tarantino può annullare senza difficoltà la propria determina ed elaborarne un’altra più corretta, per non dire sensata. La Signorino dimentica anche che la scelta del logo e del naming rappresenta un passaggio strategico per l’elaborazione di una comunicazione efficace e capace di attrarre turisti a Ravenna in occasione del VII Centenario della morte di Dante Alighieri. Perché questo deve essere l’obiettivo: utilizzare le celebrazioni dantesche come leva per attrarre un sempre maggior numero di turisti a Ravenna. Una vetrina promozionale per la nostra città e per tutto il suo territorio. Considerando poi che tra i nostri competitors figurano città come Firenze e Verona, risulta ancora più importante realizzare un pacchetto celebrativo di qualità assoluta. La decisione di non assegnare le necessarie risorse economiche a sostegno del band pone un limite insormontabile per la partecipazione di agenzie di comunicazione, studi grafici, liberi professionisti qualificati favorendo, invece, l’adesione da parte di soggetti potenzialmente meno qualificati. Insomma, una scelta che potrebbe avere effetti molto negativi. Riguardo alla giuria, nella sua risposta l’Assessore Signorino specifica che la stessa è stata nominata dal Dirigente, dopo la scadenza per la presentazione dei progetti, per “l’evidente necessità di accertamento delle incompatibilità”. In pratica, un pout-pourri di giustificazioni, non certo sorrette da alcun ragionamento sensato, a sostegno di un “raffazzonamento” di proposte ben lontane dalla professionalità e dalla qualità richieste per una tale occasione.

Veronica Verlicchi, Capogruppo La Pigna

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