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Maestri (Possibile) contro la manifestazione dell'offshore: "Difende un modello di sviluppo senza futuro"

Redazione

Il Presidente della Repubblica Mattarella nei giorni scorsi, dopo avere visto coi suoi occhi il disastro ambientale di Belluno dove un’intera foresta è stata spazzata via dalla furia degli elementi, ha affermato drammaticamente che il mondo si trova sull’orlo di una crisi climatica globale, che la politica deve contrastare con urgenza e con tutte le sue forze. Venerdì in oltre 100 città italiane si celebrerà lo sciopero delle giovani generazioni (e non solo) contro il surriscaldamento e l’inquinamento dell’atmosfera, la distruzione dell’ecosistema, le politiche energetiche basate sulle fonti fossili. Lo stesso accadrà in ogni angolo della terra, risvegliata nel suo torpore dalla piccola grande Greta, la ragazzina svedese che con lo sciopero della scuola per il clima ha contagiato i giovani di tutto il mondo. Un rapporto ONU ha calcolato nel 2012 oltre 12 milioni di morti causati da eventi climatici catastrofici, un quarto del totale delle persone morte in quell’anno in tutto il mondo.  A Ravenna, invece, va in scena Il sovranismo energetico (“Per l’energia italiana”) con la non troppo inedita maggioranza politica Pd-Fi-Mdp-Pri che, con la scusa (in realtà comodo alibi) della tutela dei posti di lavoro, difende un modello di sviluppo energivoro e senza futuro. Studi serissimi dimostrano che posti di lavoro buono, pulito e sostenibile si creerebbero con politiche e investimenti pubblici orientati a una radicale riconversione ecologica dell’economia: 5 milioni i posti di lavoro che potrebbero essere creati in Europa conseguendo gli obiettivi UE al 2020 su clima e energia. È molto sporco il gioco, tutto politico, di incolpare chi invoca un cambio di passo epocale e immediato (è già molto tardi) su questi temi, mettendogli contro i lavoratori del settore oil&gas. Sono proprio e per primi quei lavoratori, con il loro bagaglio di competenza ed esperienza a essere il cervello e le gambe su cui può iniziare subito a camminare il cambiamento. E i peggiori nemici di quei lavoratori sono quei politici che si concentrano sul presente, per ragioni di consenso immediato, senza immaginare il loro futuro. L’iniziativa di Ravenna è la fotografia della politica più conservatrice, vuota di idee e di coraggio, in ostinata continuità con se stessa, impegnata a divorare voracemente il futuro delle nuove generazioni. Uso parole chiare e dure, perché non riuscirei diversamente a guardare negli occhi i miei bambini, sapendo che con la nostra inerzia, la nostra indifferenza e il nostro conformismo stiamo consumando il loro ossigeno e il loro avvenire. 

Andrea Maestri, segreteria nazionale di Possibile 

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