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Province, "situazione grottesca: tante funzioni e poche risorse"

Redazione

La situazione della Province è grottesca. Si continua a vivacchiare senza un minimo di chiarezza sulle funzioni fondamentali attribuite dallo Stato a questi enti con il paradosso, oltretutto, di vedere completamente compromessa la loro sostenibilità finanziaria. La questione fondamentale invariata dalla data del referendum, infatti, resta collegata al fragilissimo nesso tra esercizio delle funzioni e risorse occorrenti che compromettono lo svolgimento delle attività di base restanti in capo all’ente. Oltretutto l’ingordo stato centrale, in ossequio al decantato federalismo compie un ‘prelievo forzato’ a titolo di contributo per il risanamento della finanza pubblica che per il 2017 ammonta a oltre 25.772.000 di euro, trattenendo somme introitate dall’ente di piazza Caduti per l’imposta Rc auto e l’ imposta provinciale di trascrizione, Ipt. Tra l’altro nel rendiconto in oggetto assistiamo a un seppur lieve aumento della pressione tributaria per abitante, oggi pari a 81,66 euro confronto al 2016 di 81,50 euro e al 2015 di 80,08 euro, e questa situazione, ovviamente, si ripercuote pesantemente sulle famiglie e sulle imprese. Ancora una considerazione va fatta sul capitolo delle entrate extratributarie in cui la posta più rilevante è rappresentata, come da copione, dagli introiti derivati dalle sanzioni per violazione al codice della strada (leggasi autovelox) per un importo pari a ben 5.594.901,29 (con un più 122,68% rispetto al previsionale) cui si aggiunge un’altra voce indicativa riferita ai dividendi di Ravenna Holding, la cassaforte dei nostri enti locali, per complessivi 574.880,95 euro. Ma mentre per i dividendi non ci sono commenti particolari da fare in sede di rendiconto, le entrate da autovelox da una parte rappresentano una vera e propria manna del cielo per l’ente provinciale, ma dall’altra appaiono contrarie alla ragione e al buon senso se si pensa che una Provincia possa continuare a reggersi in buona misura con le entrate derivate da questo tipo di gabella. In ultima analisi, dunque, se le province devono continuare a svolgere una qualche funzione vanno messe nelle condizioni di contare sulle risorse necessarie, sviluppando un più vigoroso ed efficace rapporto con stato e regione e semmai attraverso collegamenti virtuosi con le altre province della Romagna. Argomento, quest’ultimo, di cui si parla ben poco anche per motivi di campanile e di palese disinteresse della Regione. Il tutto a detrimento dei cittadini.

Gianfranco Spadoni, consigliere “Civici” Provincia di Ravenna

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