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"Si adotti il Piano per eliminare le barriere architettoniche o ci rivolgeremo alla magistratura"

Redazione

Lo diciamo chiaramente sin da subito. Se a Ravenna si farà, finalmente, dopo 33 anni di ritardo e in piena inosservanza della legge, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), é grazie all’azione continua e pressante di noi ravennati della Lista Civica La Pigna che abbiamo agito in piena collaborazione con la Fand provinciale, la Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili di cui é Presidente Antonio Ricci (già Presidente di ANMIL Ravenna). Associazioni che da decenni tentano di stimolare le amministrazioni che si sono susseguite nel tempo a Ravenna (e tutte marchiate PD) ad ottemperare alla legge datata 1986, per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei Comuni. Ebbene, in tutti questi anni, la loro voce é rimasta pressoché inascoltata.

2 anni fa, abbiamo portato la loro istanza in Consiglio comunale attraverso una mozione che chiedeva all’amministrazione de Pascale di avviare immediatamente l’iter di elaborazione del PEBA (piano di eliminazione delle barriere architettoniche) e di coinvolgere in tale processo le rappresentanze locali delle maggiori Associazioni nazionali di tutela dei disabili. É ora di finirla di prendere in giro le persone diversamente abili riempiendosi, da una parte, la bocca di parole che inneggiano attenzione nei loro confronti, e dall’altra continuare a non migliorare la fruizione e l’accessibilità degli immobili, degli spazi e dei luoghi di proprietà del Comune di Ravenna, allocando le risorse necessarie nel bilancio comunale. Il nostro documento era sostenuto dalle firme dei consiglieri Manzoli (Ravenna in Comune), Tardi (Cambierà), Maiolini/Panizza (Gruppo Misto) e dai due consiglieri della Lega Rolando e Tavoni. La suddetta mozione é stata bocciata dalla maggioranza a guida Pd in Consiglio comunale. Contestualmente, la stessa maggioranza, ha approvato un proprio documento (sostenuto, peraltro, dalle firme dei consiglieri Ancarani, Ancisi e Gardin) che non ha prodotto nulla, senza che nessuno dei firmatari si sia preoccupato di sollecitare la Giunta per la sua attuazione. Documento che mirava ad escludere completate le Associazioni di disabili dal tavolo tecnico.

Noi non ci siamo certo fermati alla bocciatura del Consiglio comunale. E così il 16 novembre 2018 abbiamo inviato una missiva al Presidente Bonaccini con la quale chiedevano, stante il disinteresse del Sindaco de Pascale, di nominare un commissario ad acta per il Comune di Ravenna, così come prevede la legge vigente. Non avendo ricevuto alcun riscontro, lo scorso 6 dicembre 2019 abbiamo fatto recapitare a Bonaccini una diffida ad adempiere in tal senso, che ha avuto come effetto immediato un richiamo della Regione Emilia-Romagna al Comune di Ravenna. Tale richiamo ha scosso, finalmente, l’amministrazione de Pascale, la quale però come spesso accade ha cominciato ad occuparsi della questione PEBA in modo insufficiente e promettendo di adottarla entro il 2020. Ma facciamo un passo indietro: continuando a non muoversi nulla né da parte del Sindaco de Pascale né da parte del Presidente Bonaccini, nei primi giorni di giugno 2019 abbiamo presentato 2 esposti alla magistratura affinché validasse il comportamento omissivo di entrambi, ognuno ovviamente per quanto di propria competenza. Pensiamo che l’esposto che riguarda Bonaccini abbia prodotto qualche effetto. Sta di fatto che i primi giorni di dicembre 2019 il Responsabile del Servizio Qualità Urbana e Politiche Abitative della Regione Emilia-Romagna risponde alla richiesta di nomina del commissario ad acta per l’adozione del PEBA con una nota a dir poco imbarazzante. Infatti, nella sua risposta, il responsabile tenta di giustificare il ritardo di oltre 1 anno con un presunto disguido sulla nostra prima richiesta (inviata peraltro via pec) che era stata erroneamente archiviata. Porgendo le doverose scuse per il ritardo, il Dirigente comunica inoltre di aver provveduto a convocare il Comune di Ravenna per assumere informazioni ed elementi utili alla verifica di quanto segnalato, nella consapevolezza della delicatezza e rilevanza del tema, assicurando che entro la fine di gennaio 2020 mi farà avere traccia di quanto emerso. Il 6 dicembre 2019 rispondevo via pec con una diffida ad adempiere, assegnando 10 giorni per effettuare la nomina del commissario ad acta, nella quale si precisava che a seguito di un acceso agli atti del gruppo consiliare La Pigna, il Dirigente del Comune di Ravenna aveva attestato nero su bianco che “nulla era stato predisposto per l’adozione del PEBA”, ammettendo quindi che il Sindaco de Pascale non aveva dato alcun seguito alla diffida ad adempiere da noi inviata il 16 novembre 2018 nella quale davamo un termine di 120 giorni per l’adozione del PEBA. Nella nostra ultima missiva destinata a Bonaccini, facevamo presente allo stesso che la legge vigente non prevede di verificare presso il Comune quali intenzioni questo abbia per ottemperare a quanto disposto, bensí impone la nomina di un commissario entro 1 anno dall’entrata in vigore della stessa legge, a carico dei Comuni colpevoli di inottemperanza.

La paura fa sicuramente 90 e l’agitazione sia in Regione che nel Comune di Ravenna sale alle stelle. La Regione Emilia Romagna invia il 12 dicembre 2019, e cioè appena 6 giorni dopo la diffida della Lista La Pigna, una pec al Sindaco de Pascale per sollecitare l’invio urgente di una esauriente relazione tecnica nella quale si possano desumere adeguate informazioni in merito al PEBA e per convocare il Sindaco stesso o un suo delegato ad un’audizione il giorno 17 dicembre 2019. Il 16 dicembre il Sindaco de Pascale risponde al Dirigente Regionale inviando una relazione tecnica e comunicando che all’audizione del giorno successivo sarebbe stato presente l’Ing, Massimo Camprini. Pochi giorni dopo l’audizione dell’Ing .Camprini, sulla base della relazione tecnica del Dirigente Regionale, il Presidente Bonaccini mi comunicava con lettera sprovvista di protocollo che a seguito dell’istruttoria svolta non ravvisava le motivazioni per la nomina di un commissario ad acta per a redazione del PEBA. E’ una decisione presa sull’interpretazione scellerata e del tutto politica della legge in vigore che non assegna alle Regioni di verificare per procedere alla nomina del commissario ad acta quali siano le intenzioni dei comuni per l’adozione del PEBA ma che invece impone al Presidente della Regione di nominare il commissario ad acta se entro 1 anno dall’entrata in vigore della legge non avessero adempiuto. Il commissario ad acta doveva essere nominato ben 32 anni fa. E’ chiaro che la richiesta di verificare tramite la richiesta di una relazione tecnica le intenzioni del Comune di Ravenna anziché accertare e attestare l’inadempienza e procedere alla nomina del commissario sia frutto di un’intesa concordata. L’Ing Camprini nella relazione inviata alla Regione comunica che il Consiglio Comunale ha approvato con propria deliberazione il 1 agosto 2016 le linee programmatiche del mandato amministrativo 2016-2021 che prevedono di attivare il PEBA e di programmare interventi con le risorse necessarie, beneficiando del fondo barriere architettoniche della Regione , miranti a rendere accessibile e accogliente Ravenna per chi ha difficoltà motorie.

E’ del tutto evidente che de Pascale non abbia provveduto fino ad oggi, così come tutti i suoi predecessori, non solo a ottemperare all’obbligo di legge ma anche a quanto previsto dalle linee del suo mandato. Mentre il Dirigente regionale in un attimo avrebbe potuto appurare non solo che il PEBA non fosse stato adottato, ma anche che nessuna richiesta in questi anni è pervenuta per l’utilizzo del Fondo barriere architettoniche. A sostegno che vi é stata un’intesa politica tra Regione e Comune per evitare la figuraccia della nomina del commissario ad acta in data 10 dicembre 2019 , su richiesta guarda caso sempre del Dirigente del Servizio Qualità Urbana e Politiche Abitative, il Comune di Ravenna provvede alla compilazione del questionario di cui all’ “indagine in materia di accessibilità urbana ed eliminazione delle barriere architettoniche”. Mentre con determinazione dirigenziale numero 3420 del 12 dicembre 2019 dello stesso Ing. Camprini è stato avviato il procedimento per l’affidamento di un contratto pubblico avente per oggetto la “redazione del piano per l’ eliminazione delle barriere PEBA”. E ovviamente in conclusione la relazione di Camprini termina affermando che sarà portata a compimento la redazione del PEBA entro il 2020 al fine di approvarlo entro il mandato amministrativo e cioè entro il 2021. Il Dirigente regionale arbitrariamente nella sua relazione tecnica afferma che l’approvazione del PEBA è prevista per il 2020 e non entro il 2021 come invece scrive Camprini.

E’ chiarissima la volontà di de Pascale di arrivare a fine mandato senza eliminare una barriera architettonica. Al massimo intende approvare il PEBA a fine mandato senza allocare così alcuna risorsa economica per interventi. Il disciplinare d’incarico per la redazione del PEBA prevede l’analisi di 150 edifici di proprietà pubblica tratti da una selezione. Il PEBA deve invece includere tutti gli edifici di proprietà comunale e l’eleminazione delle barriere architettoniche in tutti i luoghi di proprietà comunale quali strade, marciapiedi, parchi e gli spazi di adduzione delle fermate del Trasporto Pubblico Locale e Scolastico. Per iniziare la redazione del PEBA occorre una specifica e dettagliata delibera di Giunta Comunale. Delibera che de Pascale non ha mai adottato. Peraltro nel bilancio 2020 non sono previsti neppure sporadici interventi di eliminazione delle barriere architettoniche e men che meno nel Piano Triennale degli investimenti, strumenti che devono necessariamente interagire con i PEBA. Abbiamo dettagliatamente contestato a Bonaccini la decisione tutta politica di non nominare un commissario ad acta per l’adozione del PEBA invitandolo a nominarlo entro 10 giorni. Chiediamo a de Pascale di ottemperare alla nostra diffida di novembre 2018 e di iniziare con serietà e con celerità l’adozione del PEBA con una delibera di giunta e per definire priorità degli interventi e definire il relativo costo Diversamente ci vedremo corretti a rivolgerci alla magistratura ravennate e bolognese.

Veronica Verlicchi, capogruppo della Pigna

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