Coronavirus, la Consar Porto Robur Costa sospende gli allenamenti

La squadra, salvo eventuali decisioni diverse, si ritroverà in palestra lunedì 23

Alla luce della situazione maturata nel Paese, delle misure contenute nell’ultimo Decreto della Presidenza del Consiglio del 9 marzo e delle ulteriori restrizioni rese note mercoledì sera per contrastare la diffusione del Covid-19, nella piena volontà di rispettare le norme che impongono lo stop all’attività sportiva, la Consar Porto Robur Costa ha deciso di sospendere gli allenamenti fino a domenica 22 marzo. La squadra, salvo eventuali decisioni diverse, si ritroverà in palestra lunedì 23.

“E’ una decisione che ho preso io – spiega il presidente Luca Casadio – perché l’attuale situazione impone un comportamento assolutamente responsabile e un alto senso civico. Come uomini di sport possiamo davvero farci interpreti della necessità di veicolare questo messaggio ma siamo anche potenzialmente tra i più esposti. Il nostro sport vive di un contatto quotidiano con la palla e la palla è un veicolo di contagio enorme, la tocchiamo, la muoviamo, ci lasciamo il sudore poi ci tocchiamo occhi e viso. Inoltre ci alleniamo in una palestra dove non c’è un ricambio d’aria costante. Quindi ho ritenuto opportuno, e in questa scelta ho trovato pieno consenso dello staff tecnico e della squadra, fermare l’attività almeno fino al 22 marzo, proprio per un dovere morale e civile di evitare che qualcuno dall’attività in palestra possa portarsi a casa, senza saperlo, il virus e possa contagiare i familiari e le persone che stanno loro vicino, In un momento come questo dobbiamo capire che la vita è un’altra e dobbiamo tornare a riappropriarci dei valori veri”.

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“Abbiamo la fortuna di avere come presidente un medico e nessuno più di Luca Casadio – aggiunge il coach della Consar, Marco Bonitta - sa perfettamente come è giusto e opportuno comportarsi in questi casi. Come cittadini, prima ancora che come uomini di sport, vogliamo fare il nostro per rispettare decreti, ordinanze e misure, con forte senso di responsabilità. I ragazzi hanno capito e si sono adeguati alla decisione. Chiaro, come uomini di sport ci dispiace per qualche giorno non praticare quello che rappresenta il nostro lavoro e la nostra quotidianità, ma l’attuale situazione ci dice che le priorità sono altre”.

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