Superbike, Bautista scrive la storia: piega Rea e porta la Panigale V4 in vetta. Splendido podio di Melandri

La prima di Phillip Island, round d'apertura del mondiale Superbike, è un'apoteosi rossa

Jonathan Rea potrebbe aver trovato pane per i suoi denti. La prima di Phillip Island, round d'apertura del mondiale Superbike, è un'apoteosi rossa. Alvaro Bautista scrive una pagina della storia della Ducati, portando la Panigale V4R sul gradino più alto del podio al suo esordio nel campionato delle derivate di serie. Lo spagnolo ha dominato Gara 1, rifilando quasi quindici secondi alla verdona di Rea, quest'ultimo partito dalla Superpole. Bautista ha rotto il filotto mostruoso di undici gare consecutive vinte dal Cannibale, ripetendo l'impresa di Max Biaggi, che, al suo debutto in Superbike nel 2007, vinse a Losail con la Suzuki.

Per il ducatista è stato tutto semplice, mentre Rea ha dovuto fare i conti con un ostico Leon Haslam, poi caduto a poche tornate dalla fine. "Non potevo desiderare un inizio migliore", sono state le parole a caldo di Bautista, mentre il nordirlandese ha ammesso di "essere andato al 60% e di non aver il passo". Il terzo posto è andato all'altro eroe del sabato, Marco Melandri. Dopo le difficoltà incontrate venerdì, il ravennate ha risalito la china, beffando all'ultimo Alex Lowes. "Sono riuscito a trovare il passo giusto giro dopo giro dopo aver avuto qualche difficoltà con le gomme nuove. Il lavoro della squadra ha premiato". La pista australiana è un amuleto magico per il 33, che qui lo scorso anno centrò una splendida doppietta con la Ducati Panigale R.

"Questa è stata una gara fantastica per me, perché durante il test ed il weekend ho sofferto molto con la gomma nuova - continua l'ex campione del mondo della 250cc -. Ma fin dai primi giri della gara ho capito che mi sentivo molto meglio, e anche con la gomma nuova non stavo perdendo tanto tempo rispetto ai primi. Ero sicuro che quando il peso del carburante fosse diminuito e la gomma avesse perso un po di grip, mi sarei sentito più a mio agio. Una volta superato Van der Mark, il mio passo era molto migliore e la mia fiducia aumentava ad ogni giro".

"Quando sono arrivato alle spalle di Lowes, ha rallentato molto, penso che abbia avuto problemi con la gomma posteriore, e quando l'ho superato ha cercato di spingere e abbiamo avuto un ultimo giro pazzesco, sorpassandoci l'un l'altro quattro volte - continua Melandri -. Sapevo di essere un po’ più veloce di lui nell'ultima curva, ma non potevo aspettare l'uscita come l'anno scorso perché c'era molto vento ed era difficile mantenere stabile la moto, quindi ho cambiato strategia e sono entrato all'interno della curva molto veloce, e penso di averlo colto di sorpresa. È un podio fantastico per me, per il team e per Yamaha e sono felice, ma ora dobbiamo continuare a migliorare".

Quinta piazza per l'altra Yamaha di Michael Van Der Mark, davanti alla Kawasaki di Toprak Razgatlioglu e alla Bmw di Tom Sykes, ancora troppo lenta sul dritto. Indietro le altre Panigale V4: Michael Ruben Rinaldi porta il suo bolide del team Barni al nono posto davanti alla rossa di Chaz Davies, quest'ultimo scattato dall'ultima fila. In Supersport Federico Caricasulo ha firmato la prima pole position dell'anno: il portacolori della Yamaha del team Bardhal ha preceduto il compagno di squadra Randy Krummenacher e Jules Cluzel. La seconda fila sarà aperta dalla MV Agusta di Raffaele De Rosa.

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