Superbike, Sykes campione del mondo. Melandri saluta la Bmw con un podio

Cala il sipario sul mondiale 2013 di Superbike. Il tracciato di Jerez ha decretato Tom Sykes campione del mondo al termine di una stagione che l'ha visto salire sul gradino più alto del podio per ben nove pole

Laverty festeggia la doppietta con l'Aprilia

Cala il sipario sul mondiale 2013 di Superbike. Il tracciato di Jerez ha decretato Tom Sykes campione del mondo al termine di una stagione che l'ha visto salire sul gradino più alto del podio per ben nove pole. Nella domenica che ha visto l'inglese della Kawasaki portare a casa la prima iride (festeggiata con un terzo ed un secondo posto), si è distinto Eugene Laverty, autore di una strepitosa doppietta all'ultima con l'Aprilia ufficiale. Da antologia del motociclismo il sorpasso in Gara 1 che ha tolto al tornantino che porta il nome di Jorge Lorenzo la vittoria a Marco Melandri.

Sarà proprio il pilota di Ravenna ad ereditare il sellino della RSV4 del pilota irlandese. L'ex campione del mondo della 250, che da martedì tornerà sulla moto di Noale per la prima sessione di test invernali, ha rinunciato a disputare Gara 2 per il dolore alla caviglia infortunata in un incidente domestico. "Ho ascoltato il mio corpo - ha affermato Melandri -. Ci tenevo a correre, perchè lascio delle stupende persone. Ma avevo parecchio dolore". L'ultima gara con la Bmw è coincisa con il podio numero 100. Da evidenziare il settimo posto del cesenate Lorenzo Lanzi in sella alla vecchia Ducati 1098.

Dopo aver dominato la classifica per tutto il campionato, l'Aprilia si è laureata Campione Mondiale Costruttori. La Casa di Noale giunge a quota 5 campionati mondiali vinti nella Superbike negli ultimi quattro anni, e porta il proprio straordinario palmares a quota 52 titoli mondiali conquistati in poco più di vent’anni. Nel 2013 ha totalizzato 10 vittorie (9 per Laverty, una per Guintoli) e altri 26 podi, per un totale di 550 punti contro i 501 di Kawasaki, 443 di BMW, 243 di Suzuki, 236 di Honda, 185 di Ducati e 8 di Yamaha.

La competitività della RSV4 è confermata dai risultati dei team “satellite”, autori di 3 podi (2 per Giugliano, uno per Fabrizio) e di una pole position. Lo straordinario risultato di Aprilia è stato costruito in cinque anni di continuo impegno, fin dal debutto nel 2009, passando attraverso la conquista della doppietta Piloti-Costruttori nel 2010 e 2012. La maturità raggiunta dalla Superbike italiana ha permesso a tutti i piloti di ottenere risultati importanti con costanza, su piste con caratteristiche differenti e in condizioni estremamente variabili.

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