Fisica e psicologica, la sfida di Alberto Marchesani: 165 chilometri in 6 giorni nel deserto

L’assessore Fagnani ha consegnato una medaglia ricordo ad Alberto Marchesani.

Ha percorso 165 chilometri in 6 giorni nel deserto, in autosufficienza alimentare, con uno zaino di 8 chili sulle spalle: un modo davvero insolito per rendere speciale il proprio 40esimo compleanno. A decidere di affrontare dal 18 al 23 novembre la Oman Desert Marathon, dall'Oasi di Bidya al Mar Arabico, è stato Alberto Marchesani che, non si definisce un atleta, ma ha comunque raggiunto un ottimo risultato: 63° su 105 iscritti e 130 partecipanti. Sei tappe di 21, 25, 28, 29, 42 e 20 chilometri hanno portato i concorrenti attraverso una grande varietà di paesaggi, con condizioni del terreno sempre diverse, sulle sabbie dell’Oman definite tra le più belle al mondo.

Una sfida, fisica e psicologica, che ha preparato aiutato da alcuni amici e che gli ha permesso di affrontare situazioni critiche - come la tempesta di sabbia che gli ha scoperchiato la tenda  e che gli ha rotto il caricabatterie del gps costringendolo a correre la maratona (la tappa più lunga) senza l’indispensabile dispositivo e quindi senza riferimenti  a superare a soli 10 chilometri chilometri dall’arrivo una parete di sabbia verticale chiamata “the killer”, centellinare l’acqua fornita solo nei posti di ristoro ogni 10 chilometri circa, calibrare bene il consumo del cibo liofilizzato per non rischiare di terminarlo prima della fine della gara.

Le condizioni di gara erano davvero dure, a cominciare dalle temperature con punte di 42° durante il giorno e circa 4° di notte. Nella corsa, vinta dall'atleta marocchino Almorabity Mohammed, mentre tra le donne si è imposta la russa Sedykh Natalia, si alternavano terreni aridi e duri, a dune alte e morbide. Alberto Marchesani ha terminato la sfida con un tempo di 30 ore 29 minuti e 23 secondi e ha vissuto il momento di maggior sconforto alla penultima tappa, quando dopo 30 chilometri il gps lo aveva abbandonato e temeva di arrivare al traguardo oltre il tempo massimo consentito.

“La Oman Desert Marathon - afferma Marchesani - mi ha donato un privilegio: per una settimana ho potuto fare una sola cosa: correre senza distrazioni. Nell’epoca del multitasking è dono di non poco valore. Inoltre ho potuto vivere il mio lato più spartano perché solo le cose veramente essenziali hanno trovato posto nel mio zaino, un altro insegnamento utile nella vita quotidiana”.

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“Abbiamo voluto incontrare Marchesani, qui in municipio - afferma Roberto Fagnani, assessore allo Sport -, perché questa impresa ci permette di avere uno sguardo più ampio sul significato della parola sport, che certamente porta a pensare ad atleti e squadre, gare e partite, ma vuol anche dire segnare un momento della propria vita con un evento speciale, da ricordare e raccontare. Un’esperienza che lascia una traccia in chi l’ha vissuta direttamente e in chi l’ha seguita”. L’assessore Fagnani ha consegnato una medaglia ricordo a Marchesani.

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