LdG ha commentato:
" Non prendiamoci in giro. La Bassona, e non da oggi certamente, era quasi solo un carnaio di onanisti, scambisti e il resto di fauna allupata irripettibile.in
Forse fino a quindici anni fa era qualcosa ancora di vagamente "tollerabile".
La maggioranza dei frequentatori erano naturisti in cerca non di altro, diciamo.
Ma da almeno dieci anni, la situazione risaputa da tutti, era più o meno la seguente.
Partendo da sud, dallo stabilimento balneare, diciamo che il primo chilometro era lasciato libero alle famiglie, ma non da tutti i "frequentatori" veniva rispettato. Il tratto successivo era per gli omosessuali (ed erano i più tranquilli in quel "senso"). Poi l'ultimo tratto fino alla foce era dedicato agli scambisti. Quindi chi si trovava in quella zona "chiaramente" era disponibile a vedere la merce altrui e offrire/scambiare la compagna, in pineta o alla sera.
Poi vi erano le attività di pura prostituzione dei numerosi trans e varie persino a ridosso dalla spiaggia. Non serviva essere dei falchi per non notare certe situazioni di preliminari mercificatori.
Solo i primi cinquecento metri a nord della foce erano per naturisti.
Diciamo la verità. I frequentatori naturisti, senza altre finalità, erano la minoranza. La maggior parte erano lì per altre attività. Una buona fetta restante per "comprare" e "offrire". Ne consegue che la maggioranza degli introiti (affitti, commercio, etc) dalla spiaggia "libera" derivavano da quelle "attività", taune illecite, e non da naturismo principalmente.
Lasciare una intera zona naturalisticamente pregevole in mano a quella "fauna" (con tutto il rispetto parlando anche chi la intende in "quel modo", a parte i criminali) non era un buon ritorno promozionale per il vero turismo non da "mordi e fuggi":
Vogliamo inoltre dimenticare il traffico di droga che accompagna la prostituzione? E questo è un "affare" non trascurabile gestito dalle mafie ben presenti in Romagna dai tempi dei massicci "investimenti" immobiliari (leggi riciclaggio) a partire dagli anni '80.
Un'altra situazione che nessuno cita sono i capanni (vere e proprie Ferienhaus, ma allo stato brado) a nord della foce della Bassona. Sono insediamenti prevalentemente illegali, o forse vergognosamente sanati, ma sono ancora lì dopo decenni.
L'estensione dei fenomeni illegali che avvenivano, non so ora dopo la riapplicazione minima della legge, sono solo il risultato di un assente controllo del territorio e di una gestione delle aree protette in generale carente e indecente per un paese civile. "
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