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Anarchico incastrato dal Dna: inviava pacchi-bomba alle aziende di rimpatrio dei migranti - VIDEO

Nel mirino del gruppo finivano sempre aziende collegate in qualche modo ai centri di permanenza e rimpatrio dei migranti irregolari sparsi sul territorio nazionale

 

La Digos di Torino ha arrestato un anarchico italiano 40enne di Cerro Veronese (Verona) nella mattinata di martedì. Si tratta dello sviluppo di un'operazione, denominata, Scintilla, che aveva portato all'arresto di sei esponenti del centro sociale Asilo Okkupato di Torino (che fu sgomberato contestualmente) per 15 attentati mediante l'invio di plichi postali a ditte e società con sede a Torino, Ravenna, Bologna, Milano, Roma e Bari e per la collocazione di altri sei ordigni rudimentali (taniche di benzina con innesco esplosivo) davanti a uffici delle Poste di Torino, Bologna e Genova. Nel mirino del gruppo finivano sempre aziende collegate in qualche modo ai centri di permanenza e rimpatrio dei migranti irregolari sparsi sul territorio nazionale.

Il dna dell'uomo è stato rintracciato su un ordigno indirizzato a una società ma recapitato ad un'altra a Roma l'8 marzo 2016. Contenuto in una busta con pluriball, era costituito da in sistema di attivazione con batteria a nove volts e un innesco mediante una lampadina alogena con il bulbo di vetro rotto e filamenti a contatto con una carica esplosiva costituita da 22 grammi di polvere pirica. La bomba si sarebbe attivata all'apertura della busta. Un plico identico era stato inviato a una ditta di Ravenna che si occupa di sicurezza industriale e igiene ambientale qualche giorno prima. Si ipotizza che la fabbricazione sia la medesima.

Lo scorso 30 marzo 2019, in occasione della manifestazione internazionale degli anarchici tenutasi a Torino, l'arrestato era nel 'blocco nero' intercettato dalla polizia in via Aosta. Tutti furono denunciati per il possesso di un arsenale in grado di devastare la città. Il giorno dopo fu recapitato un pacco esplosivo alla sindaca Chiara Appendino.

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