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Fico alla Festa del Pd: "Mi piace il confronto con chi la pensa diversamente da me" - VIDEO

Fico, appena entrato, ha fatto un giro tra gli stand, prendendo un caffè e firmando il libro degli ospiti del bar al centro della kermesse e abbracciando alcuni volontari

 

Un convinto applauso ha accolto lunedì sera al Pala de Andrè l'ingresso del presidente della Camera Roberto Fico nella sala dibattiti della Festa dell'Unità nazionale di Ravenna, dove ha partecipato a un incontro con Graziano Delrio. Fico, appena entrato, ha fatto un giro tra gli stand, prendendo un caffè e firmando il libro degli ospiti del bar al centro della kermesse, abbracciando alcuni volontari e ricevendo una buona accoglienza. Ha visitato anche lo stand dei deputati Pd, che ha al centro il tema dei migranti.

"Sulla Diciotti, sull'Aquarius io ho preso posizione, così come facevo sulla linea di Minniti che non sposavo, visto che cercava di fare accordi con la Libia, dove molti sindaci sono collegati alle milizie - commenta Fico sul tema migranti - Quando diciamo che c'è stato l'80 per cento in meno di sbarchi, dovremo ricordare che questo significa che quelle persone sono nei centri di detenzione in Libia, che sono dei veri e propri lager. Non c'e' dubbio, e lo dico senza alcuna remora, che dalla Diciotti tutte le persone dovevano scendere sul territorio italiano il primo giorno, e non si doveva aspettare tutto questo tempo. E' una questione su cui ho lavorato molto".

Il presidente della Camera invita però a non soffermarsi sulle polemiche tra Lega e Movimento 5 stelle. "Di fronte agli attacchi ricevuti da Salvini - spiega - io non ho bisogno delle difese. A me della mia difesa e di creare la polemica costantemente non mi frega assolutamente niente. Neanche di rispondere a Salvini. Io dico ciò che penso perchè il M5s io l'ho costruito. Conosco il mio movimento al punto da sapere che nei limiti del contratto di governo si può muovere, ma troppo al di là non si potrà più muovere".

"Ad aprile non c'erano le condizioni per un accordo di governo tra Pd e M5s - aggiunge Graziano Delrio nel corso del confronto - Quel dialogo era molto molto difficile perchè la gran parte degli elettori M5s e una grandissima parte degli elettori del Pd erano contrari. Abbiamo passato cinque anni in cui il M5s ci ha accusato di qualsiasi nefandezza in questo paese. Era molto complicato. Ma devo attestare che il tentativo fu sincero. Come diceva mia nonna, l'acqua scorre dove deve andare, va sempre in basso. Era evidente la volontà dei gruppi dirigenti. Io non credo alla favola per cui è stato Renzi a spezzare il dialogo. C'è stata un'evoluzione naturale al fatto che loro avevano preparato questa convivenza su diversi argomenti. Le cose sono andate come dovevano andare. Noi non abbiamo bisogno di cambiare nome. C'è un altro partito che deve farlo ed è la Lega. Io, com'è noto, sono un po' esperto di figli. Quando crescono, crescono mica tutti dritti: danno anche dispiaceri. Ma il genitore non pensa a cambiargli nome, pensa a raddrizzarli".

Delrio risponde poi a proposito di una possibile crisi di Governo: "Sciogliere le Camere lo fa il presidente della Repubblica. E io credo che prima di sciogliere valuterà se ci sono altre condizioni. Se si continua su questa strada, con scelte sbagliate, vedo con grande preoccupazione il fatto che torniamo nella condizione del 2012. E allora a quel punto i ragionamenti cambiano. Ma oggi le distanze tra noi e il M5s sono enormi e non si colmano con una stretta di mano".

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