Formazione come integrazione: i giovani richiedenti asilo imparano a coltivare l'orto - VIDEO

Sono state messe a dimora le orticole classiche del territorio (melanzana, pomodoro, peperoni, insalate, mais, melone, cocomero) per un totale di circa 30 coltivazioni differenti

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Tredici ragazzi tra i 18 e i 24 anni, provenienti da Nigeria, Guinea, Gambia e Senegal, principalmente seguiti da un programma di protezione internazionale per motivi umanitari, stanno frequentando un corso per Operatore agroalimentare organizzato dall’ente di formazione Engim Emilia-Romagna con l’obiettivo di un inserimento lavorativo. Le lezioni teoriche e pratiche si svolgono nei locali dell’Engim, in via Punta Stilo a Ravenna, e nell’ex azienda agricola Marani, in via Romea, di cui nel corso del 2018 l’ente di formazione ha completato l’acquisizione.

Il sindaco Michele de Pascale è stato in visita alla struttura e ha incontrato gli allievi di questo progetto, denominato “Just in Time”, mentre stavano svolgendo lezioni pratiche di cura delle colture messe a dimora. "Ho trovato tanto entusiasmo fra questi giovani – afferma il sindaco – che stanno acquisendo competenze molto apprezzate dalle aziende che li ospitano per gli stage. Aziende che hanno già espresso il loro interesse a proseguire il rapporto con tirocini formativi, nella prospettiva di un inserimento lavorativo. Questo a testimonianza della forte richiesta di personale, preferibilmente formato, del settore agroalimentare. Settore nel quale, fra l'altro, una recente indagine di Coldiretti Ravenna ci ha detto che proprio il nostro territorio è ai primi posti in regione per la presenza di stranieri impegnati in agricoltura. Formazione, rispetto delle condizioni di lavoro e legalità sono aspetti fondamentali per contrastare il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento in genere e questo corso, insieme ad altri già attivi da tempo nel nostro territorio, è un valido strumento, per lo sviluppo e per l’integrazione”.

Il corso ha una durata di 600 ore, di cui 240 svolte in stage presso aziende del settore agroalimentare, mentre 360 ore sono suddivise tra teoria e pratica, in aula, nei campi e in cucina per la trasformazione dei prodotti in conserve in vetro che, con il marchio “Linea a scarto Zero”, sono poste in vendita presso Engim in via Punta Stilo e in occasione di eventi come Madra. Un nome pensato per sottolineare la possibilità di dare molteplici vite al prodotto ortofrutticolo che per sua natura non produce scarti, ma sottoprodotti che diventano nuova materia prima. Il corso vede coinvolti nel corpo docente professionisti del settore che hanno apportato, oltre alle competenze del settore, anche la loro esperienza professionale. La parte produttiva ha seguito la stagionalità dei mesi nei quali si è svolta la formazione in campo. Sono state messe a dimora le orticole classiche del territorio (melanzana, pomodoro, peperoni, insalate, mais, melone, cocomero) per un totale di circa 30 coltivazioni differenti.

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