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Il nuovo museo di Classe si schiude al pubblico in esclusiva: ecco "Classis" - VIDEO

Le telecamere di Rainews24 sono entrate a "Classis Ravenna - Museo della città e del territorio", il nuovo museo di Classe che aprirà ufficialmente i battenti il 1 dicembre prossimo

 

Le telecamere di Rainews24 sono entrate a "Classis Ravenna - Museo della città e del territorio", il nuovo museo di Classe che aprirà ufficialmente i battenti il 1 dicembre prossimo, per svelare in anteprima cosa troveremo nella nuova immensa struttura all'interno dell'Ex-Zuccherificio.

Il Museo

L’allestimento sarà fortemente innovativo nelle sue soluzioni espositive, ma non sarà un museo virtuale. Sarà invece un Museo nel quale, attraverso l’esposizione di monumenti e di alcuni materiali particolarmente significativi, si svilupperà un racconto storico completo e attrattivo che illustrerà la nascita e l’evoluzione della città di Ravenna e della vicina città portuale di Classe, dall’Antichità fino ai giorni nostri. E’ prevista una scansione lineare del tempo e delle diverse epoche che interessarono la città e il suo territorio: la preistoria, l’antichità romana, la fase gota, l’età bizantina, l’alto Medioevo. Accanto a questa Linea del tempo sono previsti alcuni approfondimenti che riguardano la crescita e lo sviluppo della città, la sua stratificazione, la flotta e la navigazione, la sua variegata etnicità, la produzione artistica, le consuetudini funerarie e le modalità della preghiera. "L'intenzione era quella di realizzare un 'museo vivente', in cui il fruitore è il protagonista e viene avvicinato al percorso di narrazione e chiunque vi entri dovrà uscirne con una piccola suggestione che lo possa portare a conoscere il resto del territorio, che lo incuriosisca - spiega l'architetto curatore del progetto Andrea Mandara - Una storia che attraversa la fabbrica attraverso un 'file rouge', letteralmente un filo rosso che conduce lo spettatore nei vari spazi".

Questo racconto, trattandosi di un museo, verrà fatto ricorrendo alla documentazione archeologica con un uso mirato dei reperti intesi come perno della narrazione: alcune volte saranno elementi singoli di particolare valore e importanza ad avere il ruolo di protagonisti; altre volte saranno gruppi ampi di oggetti, come nel caso del porto di Classe, che potrà essere illustrato ampiamente grazie alle centinaia di reperti rinvenuti negli ultimi scavi. Gli oggetti della vita quotidiana (anfore, ceramiche, monete) troveranno uno spazio adeguato, accanto ai materiali più significativi e validi dal punto di vista artistico (statue, mosaici e altro). In questa maniera sarà possibile articolare un racconto che consideri tutte le sfere della comunità e le differenti fasce sociali presenti in città e nel territorio. Una particolare attenzione verrà dedicata agli apparati didattici ed illustrativi, con ampio ricorso a ricostruzioni grafiche e tridimensionali, filmati, plastici ed altro ancora.

Il rilancio di Classe

Fin dagli esordi verrà messa in atto una strategia di comunicazione indirizzata a collegare il Museo con i singoli siti del futuro Parco Archeologico di Classe, come l’area portuale e il complesso di San Severo. Il Museo sarà il vero cuore del Parco: qui confluiranno i reperti provenienti dai vari scavi, e qui il racconto di Ravenna e Classe verrà aggiornato ogni qual volta avrà luogo un nuovo ritrovamento rilevante (grazie ad una struttura espositiva particolarmente flessibile). Una piccola sezione dell’esposizione verrà infine dedicata all’edificio del Museo: un importante monumento dell’archeologia industriale, la cui importanza nel passato è ben viva nella memoria dei ravennati. Anche questo monumento verrà spiegato e raccontato. Perché, in definitiva, l’ex-Zuccherificio è nella nostra concezione (e per sua stessa conformazione) una vera cattedrale. Come lo è la Basilica di Sant’Apollinare; e forse non è un caso che da lontano questi due edifici emergano sull’orizzonte piatto delle architetture più comuni e usuali. Una cattedrale/fabbrica della memoria, attraverso la quale si intende restituire alla comunità locale la sua storia; e nello stesso tempo ci si prefigge di raccontare ai molti visitatori che ogni anno arrivano a Ravenna un segmento affascinate e importante della sua storia.

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