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Nel video ripreso dal drone il fumo dell'incendio in cava che si propaga fino ai lidi

Il vento, infatti, soffiando non solo continua ad alimentare le fiamme, ma fa spostare il fumo anche per decine e decine di chilometri, arrivando anche ai lidi ravennati e nel cervese

 

Da tutto il ravennate, oltre che naturalmente dal faentino, i residenti continuano a lamentare un forte odore di fumo nell'aria. Le prime segnalazioni sono arrivate domenica, quando il Comune ha spiegato che l'odore è provocato dall'incendio di un deposito di materiale legnoso nella cava Zannoni a Marzeno che prosegue senza sosta dalla notte tra giovedì e venerdì. Il vento, infatti, soffiando non solo continua ad alimentare le fiamme, ma fa spostare il fumo anche per decine e decine di chilometri, arrivando anche ai lidi ravennati e nel cervese.

La situazione dopo la riunione di lunedì

Lunedì a mezzogiorno si è riunito presso la residenza municipale di Faenza il Centro Operativo Comunale per valutare l'evolversi della situazione. All'incontro del Coc, struttura organizzativa finalizzata ad individuare le attività necessarie ad affrontare le criticità di un evento calamitoso, erano presenti i dirigenti dei settori Lavori Pubblici, Polizia Municipale e Servizi alla Comunità dell'Unione della Romagna Faentina, insieme ai rappresentanti del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, di Arpae - Servizio Territoriale e del Servizio Igiene Pubblica dell'Ausl Romagna. Gli organi competenti hanno valutato la situazione definendola "sostanzialmente sotto controllo".

Le analisi di Arpae

I controlli sulla qualità dell'aria sono svolti da Arpae attraverso le centraline fisse di monitoraggio e il monitoraggio proseguirà anche nei prossimi giorni: al momento non sono state rilevate diossine, ma valori anomali di Ipa. In conseguenza di ciò si è confermato non necessario mettere in atto particolari misure precauzionali per la popolazione, se non l'invito, sempre utile in questi casi, a chiudere imposte e finestre per evitare i disagi provocati dall'eventuale protrarsi della presenza di fumo ed odori.

Da un punto di vista organizzativo, i Vigili del Fuoco hanno concordato con i proprietari dell'impianto le modalità tecnico-operative al fine di giungere al graduale spegnimento del rogo nel più breve tempo possibile, senza con ciò pregiudicare le adeguate condizioni di sicurezza. E' stato infine disposto il divieto d'accesso e di transito su via Pittora, eccetto residenti. Tantissimi i Vigili del fuoco impegnati, raggiunti nel weekend anche dalle squadre della Protezione civile di Dovadola insieme a squadre di altre assocazioni che sono intervenute per cercare di domare le fiamme. I Carabinieri di Faenza, alla guida del Comandante Cristiano Marella, spiegano che i Vigili del fuoco non hanno rilevato nulla di anomalo e che al momento non vi sono indizi che possano fare pensare a una causa di origine dolosa.

La polemica

Nel frattempo sulla questione sono intervenuti anche Andrea Liverani, consigliere regionale della Lega, e Gabriele Padovani, capogruppo Lega Faenza, presentando un'interrogazione alla giunta regionale. "L’incendio che ha colpito il deposito di legname della cava Zannona è stato difficilissimo da domare non solo per la quantità di legname coinvolto, ma anche perchè nei paraggi mancava un idrante. I Vigili del fuoco hanno dovuto lavorare con le autobotti e questo ha reso enormemente più difficoltosa la situazione. Inoltre hanno dovuto bagnare le case vicine per evitare che le scintille che finivano a grande distanza sui tetti e nei giardini privati dessero luogo ad altri incendi. E questo è un fatto gravissimo, considerato la poca distanza tra le case e l’ex cava. Sulla vicenda è necessario e urgente vederci chiaro, perchè sono troppi gli aspetti che non tornano. Com'è possibile che non sia stata prevista nei pressi di un’area di stoccaggio legname, e quindi di una zona ad alto rischio incendi, la presenza di un idrante? Per quanto riguarda le autorizzazioni chiederemo di sapere quanto era il limite di stoccaggio del legname all’interno della cava e quanto era il materiale presente in quel momento; inoltre è necessario capire anche se sono state rispettate le distanze previste rispetto alle abitazioni vicine quando la cava è stata riconvertita ad area di deposito, considerato che alcune abitazioni si trovano a meno di 100 metri dal deposito andato a fuoco”.

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