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Affido familiare: un incontro per scoprire come accogliere un bambino in difficoltà

L’incontro è aperto a famiglie, single, giovani e nonni: l’esperienza dell’affido è per tutti

Martedì, alle 20,30, nella sede del Centro per le famiglie in via Gradisca 19 si terrà il primo dei cinque incontri di informazione, formazione e preparazione per le persone che intendono approfondire il tema dell'accoglienza familiare e ottenere in affido bambini o ragazzi in momentanea difficoltà. L’incontro è aperto a famiglie, single, giovani e nonni: l’esperienza dell’affido è per tutti. Esistono infatti diverse possibilità di accoglienza per bambini provenienti da nuclei familiari in situazioni di disagio e diverse modalità per aiutare e sostenere i genitori nel loro compito educativo e per dare e ricevere affetto. Il percorso formativo ha come obiettivo l'orientamento e l'ampliamento della consapevolezza e della conoscenza rispetto a cosa sia esattamente l'affido familiare, in cosa si distingue dall'adozione e come funziona.

Si parlerà di accoglienza nelle varie forme per poche ore al giorno, alla settimina oppure per periodi più lunghi, anche attraverso la testimonianza di famiglie affidatarie. “L’esperienza dell’accoglienza – afferma l’assessora ai Servizi sociali Valentina Morigi - rappresenta un'opportunità di crescita preziosa per il bambino, per la sua famiglia d’origine e per la famiglia che accoglie”. L’inserimento temporaneo di un bambino  in un nucleo familiare favorisce la costruzione di altri legami affettivi e la conoscenza di nuove figure di riferimento che permettono al bambino/ragazzo di sperimentare  aspetti relazionali diversi da quelli proposti dal nucleo familiare d’origine, tali da facilitare nuove modalità di relazione. Le esperienze, anche momentanee, di accudimento sano rappresentano un fattore di protezione nella crescita e nello sviluppo infantile. Anche per le famiglie, accogliere nella propria casa un bambino significa adattare le dinamiche familiari a nuovi schemi e nuove regole che permettono, però, di entrare in contatto con una nuova storia, di aprirsi a una nuova rete di rapporti, sperimentare la gioia e le fatiche  nel  contribuire alla costruzione di percorsi di vita alternativi.
Per informazioni Centro per le famiglie via Gradisca 19 tel. 0544485830

Cos’è l’affido

E’ una forma di intervento amplia e duttile che consiste nell'aiutare una famiglia ad attraversare un periodo difficile prendendosi cura dei suoi figli attraverso un insieme di accordi collaborativi tra famiglie affidatarie e i diversi soggetti che nel territorio si occupano della cura e protezione dei bambini e del sostegno alle famiglie. L’affidamento familiare, generalmente, è un intervento di breve o medio periodo rivolto a famiglie in particolari difficoltà nella cura e nell'educazione dei figli. La pluralità di modalità in cui si articola l'affidamento familiare corrisponde alla necessità di dare risposte adeguate ed appropriate ai differenti bisogni dei bambini/ragazzi e delle loro famiglie.

Le diverse tipologie di affido familiare fanno riferimento alla stessa finalità di riunificazione del bambino con la sua famiglia. Quando una famiglia attraversa un momento di difficoltà e non riesce a prendersi momentaneamente cura dei figli, i minori possono essere accolti per un periodo di tempo determinato in un’altra famiglia, la famiglia accogliente. L'affidamento familiare è quindi l'accoglienza temporanea nella propria casa e nella propria vita di un bambino o di un ragazzo. Durante l'affidamento rimane il legame fra il bimbo e la sua famiglia di origine. L'affidamento è dunque un aiuto rivolto al bambino o al ragazzo, al quale viene data la possibilità di crescere in un ambiente familiare adeguato mentre i suoi genitori sono in difficoltà, rispettando la sua storia individuale e familiare.

Chi può ottenere l’affido?

Coppie sposate o conviventi, con o senza figli, persone single. Non sono fissati particolari vincoli di età degli affidatari rispetto al minore affidato, salvo la maggiore età (legge 4 maggio 1983, n. 184 e successiva riforma legge 149 del 2001).

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