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L'Uoei di Faenza festeggia 110 anni di montagna e amicizia

Il presidente Gulmanelli: "La passione di andare in giro per apprezzare e comprendere i luoghi che ci circondano è rimasta intatta. Ne abbiamo avuto una prova in questo difficile periodo di pandemia"

Il 29 giugno 1911 per iniziativa del colonnello Ettore Boschi, fu costituita la sezione di Monza, la prima dell’Uoei (Unione Operaia Escursionisti Italiani). La sezione di Faenza, fondata a inizio novembre 1912 sul monte Lavane, fu la terza in Italia, dopo Monza e Alessandria. Si tratta di uno dei più antichi sodalizi che ha scelto la montagna e la natura per sviluppare una ampia e articolata attività.

"Nonostante le difficoltà di organizzare eventi e iniziative nell’ultimo a causa della pandemia, la sezione manfreda è più viva che mai e pronta a ripartire, come è emerso dall’assemblea annuale che si è svolta pochi giorni fa nella sala associazioni", afferma la sezione faentina.

“La secolare storia dell’U.O.E.I. mette in evidenza l’ampia e articolata attività: escursioni, gite, rifugi, attività sportive, sci club, l’evento Festa della Montagna, iniziative culturali e ricreative, di uno dei più antichi sodalizi nazionali oltre che faentini – dice il presidente Pier Giorgio Gulmanelli – E’ un biglietto da visita che non molte associazioni possono mostrare. E’ una storia di passioni, intrecciate con le vicende nazionali del secolo scorso e dei primi decenni di quello attuale, in cui l’amore per la natura e per l'arte contribuiscono alla formazione culturale di tutti noi”.

L’UOEI Faenza, forte di oltre 700 soci, guarda al futuro con rinnovata fiducia. E’ ripresa l’accoglienza degli escursionisti al rifugio di Fontana Moneta, ora più agevolmente raggiungibile dopo i lavori di manutenzione straordinaria sulla strada vicinale a uso pubblico, si stanno programmando gite turistiche, si sta definendo nei dettagli l’edizione numero 54 della Festa della Montagna che, già pronta nel 2020, fu fermata dalle restrizioni antiCovid che vietavano eventi pubblici pochi giorni prima.

“Chissà quali difficoltà incontravano i primi soci dell’Uoei per realizzare i loro programmi- aggiunge il presidente Gulmanelli - ma la passione di andare in giro per apprezzare e comprendere i luoghi che ci circondano è rimasta intatta. Ne abbiamo avuto una prova in questo difficile periodo di pandemia”.

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