Lettera ai sindaci della Bassa Romagna: "Non dimenticatevi di Silvia Romano"

Ecco la lettera che le associazioni Non una di Meno di Conselice e i Cittadini per la Memoria del Vajont (Longarone, Belluno) hanno inviato ai sindaci della Bassa Romagna

"20 novembre 2018, duecento dodici giorni fa, molti italiani si stanno godendo, ognuno a modo suo, le vacanze a Malindi, una delle mete preferite dai nostri connazionali in Kenya. Sole, mare, divertimenti, senza pensieri, a volte anche senza scrupoli. Sono le otto di sera, un aperitivo e poi la cena, e poi per alcuni comincia la movida notturna, come a Milano, in Corso Como o sui Navigli.  Duecento nove giorni fa, stessa ora, a pochi chilometri da quella spiaggia così popolare, per i nostri connazionali, Silvia Romano, una ragazza milanese di 23 anni, volontaria dell’associazione Africa Milele Onlus di Fano (si occupa di sostenere bambini in difficoltà) comincia l’incubo: viene rapita da una banda di somali, non si sa ancora bene se sbandati o terroristi. O forse sbandati che hanno pensato di guadagnare bene vendendola ai terroristi"

E' quanto si legge in una lettera che le associazioni Non una di Meno di Conselice e i Cittadini per la Memoria del Vajont (Longarone, Belluno) hanno inviato ai sindaci della Bassa Romagna per "tenere viva questa vicenda appendendo in tutti i comuni l'immagine di questa giovane donna, per dimostrarle che le siamo vicine e, accanto all'immagine, il numero dei giorni della sua prigionia, da aggiornare quotidianamente, per ricordare che non ci dimentichiamo di lei"

"Da duecento dodici giorni di Silvia si sa ben poco, di Silvia si parla poco, di Silvia ce ne si occupa poco. Ma stare in mano a dei criminali non è come essere in vacanza. Non è nemmeno come lavorare circondati dai sorrisi dei bambini che si stanno aiutando. Non è più così per Silvia e non è più così per la sua famiglia e per chi le vuole bene. Silvia è prigioniera e conta su di noi. Non una di meno di Conselice (Ravenna) e l'Associazione Cittadini per la Memoria del Vajont (Longarone, Belluno) chiedono ai sindaci di darci una mano per tenere viva l’attenzione su questa vicenda. Chiediamo che venga esposto uno striscione presso i Comuni con l’immagine di questa giovane donna per dimostrare che le siamo vicini e con il numero dei giorni della sua prigionia, da aggiornare quotidianamente, per ricordare che non ci dimentichiamo di lei." 

"Vi preghiamo pertanto di aderire alla nostra richiesta e aiutarci anche a sensibilizzare altri Comuni a fare lo stesso non dimenticando anche di ricordare nei vostri Consigli comunali gli altri sei italiani rapiti e ancora prigionieri di banditi o terroristi:  Padre Paolo Dall'Oglio (Siria, 29/7/2013), Raffaele Russo, il figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino (Messico, 31/1/2018), Padre Luigi Maccalli (Niger, 17/8/2018). Luca Tacchetto (rapito in Burkina Faso con la sua fidanzata canadese Edith Blais, 15/12/2018). E’ poca cosa, ma anche un piccolo gesto come questo può fare la differenza"

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