rotate-mobile
Venerdì, 30 Settembre 2022
Crisi energetica

No al rigassificatore, anche Legambiente domenica sarà presente alla marcia di protesta

L'associazione lamenta la carenza di analisi sull’impatto ambientale della struttura, a cominciare da quello sulla fauna dell’inquinamento acustico

Anche Legambiente Emilia-Romagna scende in piazza contro il rigassificatore. Lo farà, per la precisione, all'interno della marcia per il clima 'Contro i rigassificatori', in programma domenica a partire dalle 9 al Pala De Andrè. Sostenendo con forza l'idea che l'uscita dalla situazione emergenziale attuale sia possibile solo attraverso un massiccio investimento sulle fonti rinnovabili, l'associazione ambientalista ribadisce come "non si tenga in conto che il rigassificatore non entrerà in funziona prima di settembre 2024. Giustificare la necessità del rigassificatore in nome dell'attuale situazione è demagogico. Inoltre, è inammissibile la richiesta di Snam di autorizzare il mantenimento dell’infrastruttura per 25 anni; le ragioni dell’impianto, dunque, restano in piedi solo alla luce di interessi economici".

Legambiente lamenta poi la carenza di analisi approfondite sull’impatto ambientale della struttura, a cominciare da quello sulla fauna dell’inquinamento acustico. "Tra le omissioni nella documentazione presentata - si prosegue -, spicca la mancanza di un inventario dettagliato delle emissioni dell’impianto". Infine, vi sono altre questioni che l'associazione ritiene meritorie di un confronto più approfondito, quali " le difficoltà legate alla profondità del fondale a 8 km dalla costa, appena sufficiente per le strutture che vi opereranno, e quelle connesse al traffico navale complessivo e ai rischi rispetto a mezzi e infrastrutture che già operano in quel tratto di mare. Manca infine un’analisi puntuale sulla valutazione degli scenari connessi al rischio di incidente fortemente rilevante".

Infine, una sorta di esortazione a chi dovrà decidere il da farsi nel futuro: "Riteniamo che l’impianto non debba permanere oltre un periodo temporale di massimo 3 anni al termine del quale sarà fondamentale aver raggiunto una quota equivalente di produzione di energia da fonti rinnovabili - concludono da Legambiente Emilia-Romagna -. Qualsiasi proroga dovrà necessariamente essere sottoposta alla normale procedura di Valutazione di Impatto Ambientale”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

No al rigassificatore, anche Legambiente domenica sarà presente alla marcia di protesta

RavennaToday è in caricamento