Ancisi (LpR): "Gli ortisti del comune non sono obbligati a prendere una tessera sindacale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Il 31 agosto scorso, Lista per Ravenna sollevò, informandone anche la Procura della Repubblica di Ravenna, di alcune "PREVARICAZIONI NEGLI ORTI DEL COMUNE SUGLI ANZIANI CHE LI COLTIVANO". Si riferiva alle 12 aree ortive, per un totale di 1.144 orti, gestite per gli spazi e i servizi comuni da centri sociali o associazioni facenti capo alle organizzazioni sindacali AUSER-Cgil o (di simile orientamento) ANCESCAO.

Contestammo in particolare che, in violazione del regolamento comunale, fosse di fatto imposta agli anziani concessionari degli orti del Comune la tessera sindacale del gestore della rispettiva area, col relativo pagamento aggiuntivo. Inoltre che, nel caso di qualche eccezionalissimo rifiuto (ne eravamo a conoscenza solo di uno), gli ortisti fossero privi della copertura assicurativa, che il regolamento pone a carico del gestore. La vicenda si è trascinata a lungo con una serie di resistenze, anche aspre e polemiche nei confronti di Lista per Ravenna, a riconoscere questi diritti e senza che il Comune intervenisse a far rispettare il proprio regolamento. L'atto decisivo è stata la diffida a firma di due ortisti (Gatti e Bizzarri), trasmessa anch'essa alla Procura. Rivolta al presidente del centro sociale della loro area ortiva di via Chiavica Romea (Antonelli) e al dirigente del Comune responsabile degli orti (Boattini) chiedeva loro di adempiere ai propri rispettivi obblighi. Il passo successivo sarebbe stata una formale denuncia.

La diffida ha provocato la convocazione dell'assemblea degli ortisti di via Chiavica Romea, presente il dirigente del servizio, che è stata verbalizzata dal Comune. Dal verbale risulta come si riconosca finalmente che "è vero che il regolamento comunale non obbliga a prendere la tessera sociale dell'associazione e non potrebbe essere diversamente", che "le 14 persone che ad oggi non hanno rinnovato la tessera sono però scoperte dall'assicurazione", che "quindi si deve provvedere ad attivare una assicurazione per chi non è associato ma intende coltivare e frequentare l'orto", e che "scaduti i termini della diffida, occorre provvedere alla stipula dell'assicurazione perché se qualcuno si fa male, Antonelli e Boattini rischiano una denuncia. Da domani, il centro sociale Le Rose deve attivarsi affinché tutti gli ortisti abbiano la copertura assicurativa". "Domani" è stato il 5 aprile scorso.

Tralascio la discussione su come il centro sociale debba eventualmente rivalersi di tale spesa, perché è chiarissimo. Siccome le quote condominiali per il 2016 devono essere chieste a fine anno e pagate da tutti gli ortisti al gestore entro il 28 febbraio, nessuno si sogni, in quel momento, di far pagare quote differenziate tra chi ha l'assicurazione compresa nella tessera sindacale o chi no. Non fa differenza, perché il diritto è lo stesso.

Ci è sembrato doveroso informare la cittadinanza che, prima della scadenza del proprio attuale mandato elettorale, Lista per Ravenna ha vinto questa battaglia, che solo impropriamente può sembrare piccola. Non può essere che, per ricevere un servizio dal Comune o per non esserne discriminati, si sia obbligati ad avere una tessera di parte. In Italia c'è una costituzione democratica, che all'art. 18 riconosce inviolabile la libertà di associazione. Altrimenti è Soviet.

Alvaro Ancisi, capolista Lista per Ravenna

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