Artrite: è possibile alleviare i sintomi con una dieta mirata

La ricerca scientifica suggerisce infatti che una dieta con bassi effetti infiammatori possa alleviare i sintomi artritici

Un fastidioso problema che si verifica soprattutto con l'avanzare dell'età è l'artrite, un'infiammazione delle articolazioni che colpisce un gran numero di persone. Può interessare una o più articolazioni e può essere acuta o cronica. 

Esistono molti tipi di artrite, la più nota è l'artrite reumatoide. I sintomi più comuni sono: dolore, gonfiore articolare. Spesso, ma non necessariamente, è possibile riscontrare un arrossamento della cute e rigidità articolare. Inoltre, può essere presente febbre, talvolta con brividi.

A causa dei bassi effetti infiammatori, si ipotizza che la dieta possa essere utile nel fornire sollievo dai sintomi per i pazienti con artrite. La ricerca scientifica suggerisce infatti che una dieta poco infiammatoria può alleviare i sintomi artritici. Non è chiaro; tuttavia, se il sollievo dai sintomi dipenda dai cambiamenti del peso, nell’infiammazione, a variazioni del tessuto adiposo o alla qualità o al tipo di intervento dietetico.

La dieta antinfiammatoria

Come indicato dal Dr. Gianfrancesco Cormaci, specialista in Biochimica Clinica, su medicomunicare.it: il regime alimentare previsto per alleviare questi sintomi è la dieta antinfiammatoria che si basa essenzialmente sui principi della dieta Mediterranea. Sono quindi fondamentali i cibi ad alto contenuto di antiossidanti, polifenoli, carotenoidi, acidi grassi omega-3, cibi a basso indice glicemico. Inoltre, questa dieta favorisce l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva come principale fonte di grassi. In questo regime alimentare è consigliata la riduzione o la minimizzazione dei carboidrati raffinati, fast food, cibi ricchi di grassi trans e saturi, bevande alcoliche, bevande zuccherate e carni lavorate.

Una dieta a basso contenuto infiammatorio è associata a una maggiore perdita di peso, minore infiammazione, migliori misure di funzione fisica e dolore articolare ridotto. Analizzando tale approccio e valutando le dimensioni degli effetti in periodi diversi, gli esperti hanno scoperto che i cambiamenti nei risultati sono stati trovati già 2-4 mesi dopo l’inizio dell’intervento.

I miglioramenti

Per i pazienti con artrite reumatoide, il miglioramento del dolore e le misure della funzione fisica erano maggiori con quelli che seguivano una dieta a basso contenuto infiammatorio. La durata varia degli interventi è stata utilizzata per valutare il potenziale effetto dose-risposta. Come indicato nei risultati, i punteggi delle modifiche sono stati estratti per tre periodi di tempo; tuttavia, la maggior parte dei dati è stata applicata al periodo di 2-4 mesi. Confrontando i risultati della meta-analisi di 0-2 mesi e 2-4 mesi, i dati suggeriscono che il cambiamento nei risultati era evidente dopo 2 mesi di intervento.

Stile di vita

Dalla metanalisi non è stato possibile dedurre lo stato di fumatore dei pazienti, ma tutti i reumatologi avvisano e consigliano a chi è affetto da artrite reumatoide di ridurre notevolmente, se non, smettere di fumare. Ed è provato che l’abolizione del fumo migliora notevolmente la patologia, soprattutto nelle donne. La raccomandazione è dunque quella di adottare uno stile di vita più sano possibile, a base di cibo naturale, mantenendo un costante peso corporeo e limitando sigaretta ed alcolici. Se l'intenzione è quella di iniziare una dieta dedicata, il consiglio è quello di consultare un medico specialista.

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