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Beghe di condominio

Per il secondo anno consecutivo si è aperta a Forlì in via Lazzaretto 29/a la “Bottega dello Psicologo”: due mesi di iniziative e di attività gratuite aperte alla cittadinanza, due mesi di possibili riflessioni su temi di vita quotidiana, due mesi di opportunità per parlare con degli psicologi del loro possibile utilizzo nella vita di tutti i giorni. Rimandando i nostri lettori al programma dell’iniziativa sul nostro sito ci soffermeremo, a titolo esemplificativo, a raccontare una delle tante iniziative presentate nella Bottega: quella che vede riuniti assieme amministratori di condominio e psicologi di comunità.

I condomini sono considerabili come la forma più ridotta di una moderna “folla” cioè di un insieme di individui che, ritenendo di non condividere null'altro che delle beghe quotidiane, si spingono, si sopportano, si criticano o si azzuffano . Fare di questi individui una rete sociale di soggetti collaboranti è certamente il sogno di ogni amministratore di condominio e anche la speranza di ogni psicologo che sa quante risorse di benessere psichico si racchiudano in una rete sociale.

Su questa base condivisa, amministratori di condominio e psicologi si sono ritrovati in un primo incontro pubblico ponendo le basi di un comune lavoro che deve diventare un vero e proprio servizio alla cittadinanza. Partendo dalle osservazione degli amministratori si sono così evidenziati vari temi su cui il gruppo cercherà di costruire azioni concrete e aiuti esperienziali. Vediamone alcuni.

Il primo tema all’ordine del giorno è stato definito dal termine “litigiosità”. Secondo gli amministratori di condominio la litigiosità è in aumento. Il 60% degli iscritti all’Anaci dice che le liti sono abbastanza o molto frequenti e il 69% giudica il fenomeno in forte aumento. Su questo aspetto del problema il gruppo di lavoro misto (amministratori e psicologi) si propone di valutare strumenti e logiche che possano trasformare la litigiosità in conflittualità andando poi ad analizzare le tecniche e le modalità che portano quest’ultima, la conflittualità, ad essere anche e soprattutto costruttiva. Addestrarsi ad una conflittualità costruttiva è possibile una volta che se ne riconosce la possibilità e l’utilità.

Un secondo tema definito è quello “dell’Informare pienamente e correttamente”. Gli amministratori hanno fatto presente come parecchie situazioni conflittuali si generino sulla base di mancanza di informazioni corrette o sulla base di informazioni incomplete o incomprese. Si pone a questo punto come essenziale una riflessione sulle modalità della comunicazione sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi. Soprattutto noi specialisti di un settore (amministratori o psicologi) dobbiamo essere sicuri di comunicare le necessarie informazioni e di farlo con codici adeguati ai nostri riceventi.

Terzo tema che vorremmo porre al centro del nostro lavoro sono quelle che chiameremo “le buone prassi”. Gli stessi amministratori hanno riportato esperienze in cui a dominare erano azioni concrete, vissuti positivi, scelte condominiali che attivavano circuiti virtuosi. La raccolta e la riproposizione di specifici e concreti gesti di valenza positiva diventano elementi essenziali non solo da studiare, ma da analizzare per riproporli quali strumenti di creazione di quelle reti sociali di cui abbiamo parlato all’inizio.

Anche contro le beghe di condominio si può fare qualcosa e speriamo di potervi dare presto buone notizie.

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Psicologi per il Territorio

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