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Chiudete Internet!

Ancora una volta mi sembra interessante parlare di prodotti multimediali (video ed immagini, principalmente) che in breve tempo hanno una larghissima diffusione su scala globale, grazie agli utenti della Rete che li condividono. Potremmo chiamarli “tormentoni di Internet”, ma chi è più avvezzo ai neologismi legati alle nuove tecnologie sa che la definizione corretta è “virali”, data la modalità di diffusione, simile ad un'epidemia, che sfrutta l'interattività di Internet 2.0 (mentre i classici tormentoni, come la canzone dell'estate, basano il loro successo sugli sforzi congiunti di case discografiche, radio, televisioni ed altri media “a senso unico”, coi quali l'utente ha scarso margine d'interazione).

Il video di cui voglio parlare è un breve filmato di 5 minuti dal titolo “Look up” (letteralmente “Alza lo sguardo”, a questo link il video sottotitolato in italiano) e racconta una storia d'amore attraverso immagini ed i versi di una poesia. Ancora una volta, si tratta di un nuovo record di visualizzazioni: il video, caricato sul canale del giovane autore e regista londinese Gary Turk in data 25 Aprile, in sole due settimane è stato visto da 35 milioni di persone in tutto il mondo. A cosa è dovuto questo nuovo successo globale?

Il video non si distingue certo per originalità nelle modalità narrative e registiche: è infatti realizzato con una serie di immagini che raccontano una storia, la voce fuori campo di Turk che recita la sua poesia ed un tema musicale emozionale di sottofondo. Nulla di particolarmente originale, insomma. Il vero punto di forza che ne garantisce la viralità è piuttosto l'argomento trattato: si parla infatti dell'abuso nell'utilizzo delle nuove tecnologie, specialmente dei social network, e gli effetti sulla qualità delle nostre vite.

Ho 422 amici, tuttavia sono solo. Ci parlo ogni giorno, ma nessuno di loro mi conosce davvero”, così inizia il componimento (anche questo, scritto senza chissà quali abilità liriche, ma probabilmente la semplicità è stata una scelta voluta) mentre scorrono immagini di ragazzi che passano il loro tempo incollati allo schermo di smartphone, tablet e computer, piuttosto che interagire con i propri amici in modo autentico, faccia-a-faccia. Sul finale del video si immagina addirittura la vita di un ragazzo e di una ragazza che si incontrano, si innamorano, costruiscono una famiglia e condividono le loro vite fino alla vecchiaia ed alla morte, tutto grazie al primo fortuito incontro. Tale momento non sarebbe mai accaduto, racconta il video, se il ragazzo fosse stato con gli occhi sul proprio smartphone, invece di tenere lo sguardo in alto e notare il passaggio della sua anima gemella. Il messaggio del giovane regista è chiaro: ogni volta che passi del tempo “connesso” ai social network in realtà ti “disconnetti” dalla realtà circostante, perdendo tutte le migliori occasioni (come l'amore della tua vita), perciò chiudi pc e telefonino ed alza lo sguardo verso i tuoi amici, verso nuove conoscenze, verso la vita reale.

Come spesso accade in occasione di tali fenomeni mediatici, il pubblico di internet sembra essersi spaccato in due (e questo è un altro elemento a vantaggio della diffusione virale, pensiamo ad altri celeberrimi casi come l'amato/odiato successo coreano “Gangnam Style”): da un lato abbiamo i detrattori del video, che ne sottolineano l'ipocrisia, visto che si tratta fondamentalmente di una critica alle nuove tecnologie che però si diffonde proprio grazie ad esse; dall'altra abbiamo i “tecnoscettici” o “tecnofobi” che appoggiano totalmente il messaggio contenuto del video, slanciandosi in commenti come “internet sta rubando le vite ai nostri figli” fino al paradossale “CHIUDETE INTERNET!” (dichiarazione di qualche anno fa della popstar Elton John, intervistato da The Sun).

Il rapporto che abbiamo con le nuove tecnologie, specialmente per quanto riguarda le ultime generazioni (definite “nativi digitali” e “generazione touch screen”), è un tema molto delicato, che desta preoccupazioni ed ansie specialmente da parte di chi a fatica riesce a comprenderne le dinamiche, ma in nessun caso dovrebbe essere affrontato così “di pancia”, né per chi è “pro”, né per chi è “contro”. È essenziale cercare di approcciarsi alla questione cercando di coglierne le sfumature grigie, evitando l'ennesima separazione netta tra bianchi e neri che porta a viverla come ultras ad una partita di calcio.

Bisogna riflettere sul modo in cui le nuove tecnologie stiano cambiando le nostre vite, proprio perché affermazioni come “chiudiamo internet” sono irrealistiche, fuori dal tempo e piuttosto miopi. Rifiutando le innovazioni tecnologiche rinunciamo a prescindere a tutte le opportunità che tali strumenti offrono per l'effettivo miglioramento della qualità delle nostre vite. Perché il più delle volte il succo del discorso è proprio questo: le nuove tecnologie sono uno strumento, non fanno nulla di bene né di male di per sé, siamo noi utenti a sceglierne la modalità d'impiego, in questo caso a decidere se sfruttare le loro potenzialità per arricchire le esperienze quotidiane “reali”, o al contrario ridurre la nostra vita ad una costante mediazione da parte di uno schermo tra la realtà circostante ed i nostri occhi.

Comprendere le opportunità ed i rischi legati all'utilizzo delle nuove tecnologie è la sfida del momento, specialmente per chi ha un ruolo educativo ed è a stretto contatto con le ultime generazioni a tali strumenti particolarmente legate (visto che per loro non si tratta di nuove tecnologie, ma piuttosto delle tecnologie con le quali hanno sempre vissuto). Parlo quindi di genitori, docenti ed educatori che quotidianamente si confrontano con gli appartenenti delle tribù dei “nativi digitali” e della “generazione touch”, e che, spinti dalla paura dell'ignoto, spesso arrivano a sostenere la posizione estrema e controproducente del “buttare via Internet”, ma così non fanno altro che eliminare ogni possibilità di dialogo con i più giovani e non capire quante occasioni si celano dietro un utilizzo virtuoso dei nuovi strumenti tecnologici.

In questa partita, gli psicologi ed altri esperti possono fornire spunti di riflessione ed utili strumenti a chi deve educare i più giovani, a partire da una maggiore conoscenza di quali effetti hanno smartphone, tablet e pc sul nostro modo di pensare e relazionarci, argomenti oggetto di ricerca negli ultimi anni a livello internazionale, più recentemente anche in Italia.

Nel nostro territorio ultimamente l'argomento è affrontato da professionisti che vogliono rispondere alle richieste di aiuto dalle famiglie e dal mondo della scuola: Sabato 10 Maggio a Cesena si è tenuto l'incontro “Adolescenti e vita digitale” organizzato dalla neonata Associazione PsicheDigitale. A Forlì il 22 Maggio (Giovedì) avremo modo di confrontarci sull'argomento presso La Bottega dello Psicologo, in un incontro dal titolo “Reti on-line e reti off-line: adolescenti e adulti nell'era del web”. All'incontro porteranno il proprio contributo professionale Elvis Mazzoni, psicologo ricercatore del Dipartimento di Psicologia e Scienze dell'Educazione e Francesco Rasponi, psicoterapeuta, consulente scolastico e fondatore di PsicheDigitale, presentando i risultati delle ultime esperienze e risponendo ai quesiti ed alle riflessioni del pubblico. L'incontro è a partecipazione libera e gratuita, per maggiori informazioni è sufficiente scaricare il volantino informativo (a questo link, formato pdf) o scrivere all'indirizzo psicologiperilterritorio@gmail.com

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