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La Salute della Donna (alla Bottega dello Psicologo)

Molti studi dimostrano che, ancora oggi, le donne sono svantaggiate rispetto agli uomini nella tutela della loro salute. La necessità di una consapevolezza sociale e individuale sui fattori di rischio legati alla salute femminile è connessa all’evidenza, abbastanza recente che esiste una specificità di genere che va considerata nell’approccio al benessere. Tale specificità non è necessariamente legata alla funzione sessuale, ma ad una serie di condizioni che fanno sì che il rapporto tra genere e salute sia ancora tutto da comprendere.

La medicina di genere ha una storia abbastanza recente in Italia. La salute della donna è stata per secoli vista alla luce della funzione che le veniva attribuita come prioritaria, cioè la riproduzione. I progetti di promozione della salute sono stati quasi unicamente legati al “materno-infantile”. Ma la donna del terzo millennio lavora, studia, cerca una maternità consapevole, ha un ruolo attivo nella società e si occupa in prima persona del suo benessere, in senso bio-psicosociale.

Esistono malattie poco studiate dalla ricerca scientifica e diagnosticate con ritardo, soprattutto malattie femminili. Esistono poi condizioni patologiche appesantite da stigma sociale, che ne amplifica la negatività, favorendo spirali di disagio psicologico, soprattutto se ci riferiamo a donne. Per non parlare poi del difficile rapporto con il dolore, in un Paese come l’Italia, nel quale la terapia antalgica è spesso ancora un privilegio. Se poi è la donna a soffrire, il pensiero comune è che “ha una soglia più alta”. Siamo sicuri?

Nella programmazione degli eventi della Bottega dello psicologo edizione 2014 abbiamo voluto creare uno spazio per parlare di questi argomenti. Conoscere aiuta ad affrontare la malattia, per questo ci siamo fatti promotori di momenti di informazione, scambio e condivisione sulla salute e sulle condizioni migliori per affrontare situazioni critiche.

Un primo interessante incontro si terrà l’11 aprile, quando la collega e socia Veronica Guardabassi, dottoranda in Psicologia, ci parlerà delle sue ricerche sull’obesità femminile e di come lo stigma sociale possa favorire l’insorgere di condizioni psicologiche estremamente negative, che tendono a ridurre le potenzialità di resilienza. Come contrastare il pregiudizio e sviluppare condizioni utili ad affrontare l’obesità?

Il 12 aprile avremo ospite l’A.P.E - Associazione Progetto Endometriosi, che è una malattia grave, cronica, poco conosciuta e dalle conseguenze anche invalidanti.

Il 15 aprile avremo un incontro con l’Associazione “Il punto rosa- donne operate al seno”. Ci confronteremo sui bisogni psicologici delle persone che affrontano una quotidianità difficile, spesso sofferente e dolorosa. In che modo la relazione con altre donne aiuta a vivere la malattia, affrontare il dolore fisico e prendere decisioni sulla propria salute? Il rapporto con il medico è ancora una “delega in bianco”? Come il sostegno del gruppo aiuta le donne a diventare soggetto attivo della propria cura? Come la rete dell’auto aiuto sostiene i familiari? Sappiamo che la famiglia è fattore protettivo per la riduzione dell’impatto della malattia, ma chi sostiene la famiglia?

La Bottega dello psicologo è aperta dal 1 aprile al 31 maggio 2014, in via del Lazzaretto 29/A a Forlì.

Scarica il programma completo (pdf)

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