Venerdì, 12 Luglio 2024
Romagna terra di grandi personaggi

Romagna terra di grandi personaggi

A cura di Lorenzo Matteucci

Jano Planco, erudito dai mille interessi che scambiava lettere con Voltaire

Tra i protagonisti della Rimini settecentesca Jano Planco ha sicuramente un posto d’onore. Personalità eclettica e volitiva, egli fu tanto famoso per la sua erudizione quanto per i suoi scritti polemici

Tra i protagonisti della Rimini settecentesca Jano Planco ha sicuramente un posto d’onore. Personalità eclettica e volitiva, egli fu tanto famoso per la sua erudizione quanto per i suoi scritti polemici.

Jano Planco (che in realtà è uno pseudonimo, versione italianizzata del calco latino Ianus Plancus del vero nome del nostro personaggio, ovvero Giovanni Bianchi) nacque a Rimini nel 1693 e si laureò in medicina (insegnando anatomia presso l’Università di Siena dal 1741 al 1744), ma si dilettava anche a discutere di storia naturale, matematica, idraulica, filosofia antica e moderna e aveva dimestichezza con gli autori greci e latini.

Nella sua abitazione riminese spesso si riunivano gli intellettuali cittadini per discutere, in una sorta di simposio, di anatomia, scienze naturali, fisica, astronomia, filosofia, letteratura e storia locale. Inoltre, in casa aveva organizzato anche un orto botanico, una piccola esposizione di storia naturale e una collezione antiquaria e archeologica! Lui stesso pubblicò libri sui più svariati argomenti (ad esempio, medicina teorica e pratica, veterinaria, zoologia, botanica), tenendo anche una fitta corrispondenza con i più significativi intellettuali italiani ed europei suoi contemporanei (ad esempio, nientemeno che Voltaire). 

Questa sua personalità espansiva e curiosa lo portò non solo ad estendere in modo significativo i suoi interessi, ma anche a scrivere libelli polemici. Tra tutti questi, ricordiamo Se il vitto pitagorico di soli vegetabili sia giovevole per conservare la sanità, una vera e propria risposta a Del vitto pitagorico di soli vegetabili di Antonio Cocchi: l’espressione “vitto pitagorico” definiva una particolare dieta crudista. 

Questa alacrità da parte di Planco nella stesura di scritti polemici e critici generò una mole ancor più numerosa di libelli provocatori nei suoi confronti. Ad esempio, ricordiamo la satira, pubblicata anonimamente nel 1747, Delle lodi del cacatojo (credo che il titolo non necessiti spiegazioni…), che è considerata una risposta all’autobiografia di Planco, Memorabilia Italorum eruditione praestantium, in cui il riminese aveva inserito lodi sperticate verso se stesso e feroci critiche ai colleghi dell’Università di Siena. Insomma, un personaggio curioso che, sebbene oggi sia poco noto, all’epoca era una vera e propria ‘star’. 

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