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Suono ma nessuno apre

Opinioni

Suono ma nessuno apre

A cura di Matteo Fabbri

La musica influisce sul sesso? La psicoterapeuta di 'Loveline' di Mtv: "Oggi manca l'educazione a entrambi"

Una chiacchierata con Laura Testa, la psicoterapeuta esperta in educazione sessuale presente nel programma di Mtv 'Loveline', per approfondire il rapporto tra sesso e musica e capire come quest’ultima possa influire sulla nostra sessualità

Vi ricordate “Loveline”, la celebre trasmissione di MTV che ormai vent’anni fa (come passa il tempo...) affrontava coi giovani il tema della sessualità? Ecco, ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con Laura Testa, la psicoterapeuta esperta in educazione sessuale presente in quel programma, per approfondire il rapporto tra sesso e musica e capire come quest’ultima possa influire sulla nostra sessualità.

Buongiorno Laura, grazie per essere qui. Ti ho voluta qui per sviscerare un po’ il legame tra sesso e musica, ma non nel classico modo scontato, come si legge spesso su internet, come ad esempio “le migliori canzoni da ascoltare mentre si fa sesso”, ecc...

Ciao, grazie mille a te per avermi chiamato! Beh, diciamo che sicuramente è un tema molto sviluppato in tanti ambiti diversi, per cui in alcuni casi viene trattato anche in maniera banale.

Un’ascoltatrice di questo podcast mi ha scritto che certa musica le provoca sensazioni molto simili a quelle che prova col sesso. Ascoltare alcune canzoni che le piacciono le dà una sensazione simile all'orgasmo: brividi, un misto di eccitazione ed euforia, il battito del cuore accelera, ecc... Vuoi per la melodia o un testo che la sorprende. La musica secondo te può essere considerata una sorta di afrodisiaco?

Beh, sai Matteo, una cosa che è importante puntualizzare è che il nostro primo organo sessuale è il cervello. Tutto quello che consegue all’eccitazione sessuale ha a che fare con dei pensieri, delle fantasie, delle sensazioni che si sono immagazzinate nella nostra memoria. La stimolazione fisica in sé e per sé, in realtà, non è sessualmente eccitante. E’ quello che porta al raggiungimento del piacere, ma l’eccitazione passa attraverso altri canali. Quindi se questa persona ha associato alla musica delle sensazione che rimandano all’eccitazione sessuale è perché per lei un certo tipo di musica accende quelle emozioni.

Devo dire che a me personalmente la musica aiuta a diminuire le tensioni psicofisiche quotidiane: quando torno a casa da lavoro oppure se sono a casa, anche da solo sul divano, la musica mi aiuta a ridurre lo stress. Mi tranquillizza, mi distende. Ecco, può esserci un parallelo secondo te anche dal punto di vista sessuale? Ascoltare musica che ti rilassa può aiutarti a provare piacere o facilitare l’eccitazione?

Certamente. Al concetto di prima ne aggiungo un altro: i canali di elaborazione delle informazioni sono tre, non solo uno. Un canale è quello cognitivo, ma poi c’è anche quello psicoemotivo e poi quello fisico. Ogni esperienza viene elaborata secondo questi tre canali. E il nostro vissuto di quell’esperienza è dato dall’integrazione di questi tre aspetti. Quando noi sentiamo una musica non stiamo semplicemente usando le orecchie, ma abbiamo anche delle risposte emotive psicologiche e delle risposte fisiche. Tendenzialmente di questi ultimi due aspetti tendiamo a essere poco consapevoli. Al massimo ci limitiamo a dire che quella canzone ci piace o non ci piace, ma non andiamo ad approfondire il perché. In realtà è perché quella musica ha delle risonanze con come ci fa sentire, psicologicamente e fisicamente, non tanto cognitivamente. Per cui se io associo una certa musica al momento in cui sono rilassato sul divano, in casa mia senza preoccupazioni, quella musica per me sarà rilassante anche se la sento quando sono in macchina. Chiaro che avrà un impatto meno significativo, però sicuramente rimanderà a quelle sensazioni che ho provato quando l’ho sentita per la prima volta o quando la sento in maniera ricorsiva. Lo stesso vale per l’eccitazione sessuale: se io sono abituato ad accompagnare i momenti in cui sono sessualmente eccitato con un certo tipo di musica, quella musica diventerà per me sessualmente eccitante. Cioè il corpo avrà una risposta.

C’è da dire che non tutti vogliono che la musica venga riprodotta durante un incontro sessuale. Alcuni potrebbero distrarsi, altri hanno bisogno di sentire i suoni di piacere del loro partner (e la musica coprirebbe quei rumori o i sospiri profondi del partner). E poi ancora ci sono semplicemente persone a cui la musica non piace e quindi non trarranno soddisfazione dalla musica mentre fanno sesso. In particolare, un ascoltatore mi ha scritto che non gli verrebbe mai in mente di mettere della musica per fare sesso con la compagna e che in generale non l’ha mai usata nemmeno da ragazzo. Ha sempre preferito il silenzio sia nel corteggiamento (magari durante una cena), sia nel sesso. Al massimo l’ha messa da ragazzo per coprire i rumori. Ecco, ci può essere l’aspetto del sentirsi in imbarazzo a invitare una persona a casa, scegliere la musica e percepire che lei possa pensare che hai studiato apposta musica di un certo tipo per creare atmosfera?

Ci può essere quell’imbarazzo, però di sicuro se una persona fa un invito, soprattutto se a casa propria, cerca di creare un ambiente più confortevole e gradevole possibile. Le persone che hanno cultura musicale fanno attenzione anche a questo aspetto, quindi oltre ad apparecchiare bene la tavola, avere la casa pulita, ecc. fanno attenzione anche ad avere una musica di sottofondo piacevole. E’ che in realtà noi, pur essendo il paese della musica, paradossalmente abbiamo pochissima cultura musicale. Non è un’abitudine nostra avere in casa della musica di sottofondo, magari abbiamo il rumore della televisione ma più dif icilmente della musica. Per cui se una persona ti invita a cena, tu entri in casa e trovi la musica, questa cosa ti stupisce. E magari pensi “chissà come mai è stata messa della musica?”. In realtà la musica può essere uno stimolo sensoriale che induce una condizione di rilassamento e gradevolezza esattamente come lo è la casa pulita, la tavola ben apparecchiata, il cibo preparato con gusto e così via...

Cosa intendi quando dici che “abbiamo poca cultura musicale”? Fammi un esempio.

Nel senso che noi nella maggior parte dei casi tendiamo ad ascoltare musica quando stiamo facendo altro, magari in macchina, oppure di sottofondo mentre stiamo studiando, ecc... Cioè non mettiamo quasi mai la musica al centro. E’ come se fosse qualcosa che merita solo un’attenzione parziale. E quindi, non dedicandoci la dovuta attenzione e concentrazione, ne abbiamo una conoscenza superficiale. Così come l’educazione musicale che viene fatta alle scuole medie viene sempre considerata una materia minore: il famoso “flauto” viene considerato come un impegno gravoso che appesantisce, e non viene apprezzato. In questo senso abbiamo poca cultura musicale. Non approfondiamo questo argomento e non gli dedichiamo il giusto spazio e la giusta attenzione.

Sì, effettivamente in tempi recenti, in cui siamo bombardati da tanta offerta, in pochissimi si mettono veramente lì fermi seduti ad ascoltare musica, magari addirittura col vinile. Non è più come una volta: la musica, come hai sottolineato giustamente tu, è un sottofondo per altre mille cose. Non è quasi mai al centro o al primo posto.

Forse sei troppo giovane per ricordarlo ma ai miei tempi, quando si faceva musica a scuola, tante volte si utilizzava “Pierino e il lupo” per imparare a distinguere i vari strumenti associandoli agli animali. Questa cosa creava un effetto ai bambini che effettivamente gli permetteva di riconoscere un certo tipo di strumento piuttosto che un altro. Ecco, questa cosa non si fa più. Molti bambini non sanno riconoscere gli strumenti. Giusto la chitarra, il pianoforte o la batteria perché l’effetto è macroscopico. Questa cosa manca e diventa una privazione quando noi vogliamo vivere delle esperienze nell’arco della vita e vogliamo accompagnarle con uno stimolo che sia anche uditivo che induca delle sensazioni piacevoli, come della buona musica.

Magari questa ti sembrerà una domanda un po’ scema, ma secondo te la musica, oltre ad attutire le inibizioni e ridurre lo stress, può facilitare favorire un atteggiamento positivo nel partner? Può influire positivamente sulla percezione visiva che hai di una persona? Se una persona ti mette a tuo agio con certa musica, può farti aprire di più e influire sulla valutazione che hai dell’altro?

Sicuramente, perché tutte le percezioni che noi abbiamo vengono integrate fra loro, anche percezioni delle quali non siamo consapevoli, come per esempio l’olfatto. Ci sono situazioni che noi viviamo come sgradevoli e non ci rendiamo conto del motivo, ma se dovessimo andare ad approfondire ci accorgeremmo che c’era qualcosa a livello sensoriale che ci dava questo tipo di rimando cognitivo, che c’era qualcosa di quella situazione che non andava bene. Per cui se io entro in un posto e c’è della buona musica, anche se magari non me ne rendo conto, effettivamente quella cosa mi predispone in una condizione migliore. Ad esempio, tanti ristoranti che fanno molta attenzione a quella che è la situazione ambientale di sottofondo mettono anche della bella musica e, se riescono, addirittura della musica suonata dal vivo perché sappiamo benissimo avere un impatto completamente diverso. La buona musica contribuisce sicuramente a creare una situazione in cui le persone si sentono più rilassate e ben disposte anche ad avvicinarsi all’altro. E’ chiaro che una musica molto forte, che diventa quasi rumore, può creare una condizione d’allarme perché i rumori forti, ancestralmente parlando, sono rumori che ci danno l’idea che stia accadendo qualcosa di pericoloso. Invece una musica più leggera (pensa all’acqua che scorre) è qualcosa che rimanda a una situazione tranquilla, quindi mi predispone ad avere un atteggiamento più tranquillo, più rilassato, più disponibile.

Certo. Dunque, finora abbiamo parlato della musica nel sesso, ma il sesso nella musica? Ci sono tanti esempi di canzoni, dischi, esibizioni live e videoclip che hanno il sesso al centro. Ma è anche vero che, come nella letteratura, anche in musica la proporzione tra tema amoroso e tema sessuale è molto sbilanciata: sono pochi quelli che hanno trattato il tema dell’eros rispetto a quelli che parlano dell’amore. Il rapporto sesso/società dal punto di vista musicale è stato sdoganato da vari decenni. Pensiamo a Elvis piuttosto esplicito negli anni ‘50, poi la libertà sessuale nei ‘60-’70, la rivoluzione negli ‘80 con un personaggio come Madonna, fino ai giorni nostri in cui è un tema praticamente sdoganato. Eppure continua a destare scalpore, nonostante tante siano cose già viste. C’è un motivo secondo te?

Beh, in realtà la cultura sessuale è assolutamente ancora oggi primitiva. Tu prima hai citato “Loveline”, la trasmissione a cui ho partecipato anni fa che puntava tantissimo sul fare educazione nel senso che venivano date informazioni molto chiare e molto semplici su quella che è la sessualità nella sua formulazione di base. E all’epoca si facevano anche tanti interventi di educazione sessuale nelle scuole organizzati proprio dalle aziende sanitarie. Adesso non c’è più niente. Nelle scuole oggi ogni tanto c’è l’intervento spot dell’esperto esterno che va a fare i suoi tre incontri che danno sicuramente qualche informazione, ma di sicuro non fanno cultura sessuale. Dal punto di vista dei grossi media per esempio quella trasmissione non è stata sostituita da nient’altro.

Infatti, stavo per dirtelo: è un vero peccato. Io me la ricordo perché “Loveline” andava in onda nei primi anni 2000, io avevo 18-20-22 anni e la seguivo sia con divertimento sia con interesse perché parlavate di sesso in maniera molto diretta ed era bello per i giovani. Adesso non c’è più niente del genere, mi pare.

No, non c’è niente del genere, non è stata sostituita da nessun prodotto televisivo che affrontasse il tema in quel modo ma neanche da nessun tipo di rivista o di intervento diretto con i ragazzi. Erano iniziative importanti perché parlavamo direttamente ad adolescenti e pre-adolescenti che si stavano formando come adulti e che quindi potevano sviluppare un approccio alla sessualità di un certo tipo. Al giorno d’oggi si è tornati all’informazione che ti arriva dall’amico, a quello che leggi sul giornale o, peggio ancora, purtroppo a quello che trovi su internet. E l’obiettivo di quello che tendenzialmente si trova in internet, in un modo o nell’altro, è vendere, non certo fare educazione e informazione. Per cui questa cosa poi negli adulti si traduce in una mancanza di una cultura sessuale vera. Per cui, sì, come dicevi è tutto apparentemente già visto ma per chi sta crescendo adesso quella roba lì è nuova.

E’ vero. E’ un peccato perché, invece di crescere, “Loveline” è stata proprio eliminata. In quegli anni era una cosa da MTV, un canale per giovani, ma magari nel tempo poteva pian piano essere sdoganata e passare addirittura su Mediaset o sulla Rai, perché no, anche solo di sera. Sarebbe stato utile un po’ per tutti.

Sì, è coincisa un po’ col periodo della crisi del 2008 per cui tutta una serie di produzioni sono state cancellate, soprattutto quelle minori o “di nicchia”. E poi considera sempre che è un tema difficile, un tema con cui nel nostro paese facciamo ancora fatica.

Mi è venuta in mente una cosa: può darsi che quelli erano ancora anni che risentivano dell’onda lunga di temi come l’Aids. Adesso invece, nonostante la malattia esista ancora, viene considerata erroneamente superata o messa in secondo piano, quando invece non è affatto vero. Servirebbe ancora oggi parlarne, nonostante siano passati trenta- quarant’anni dal boom di quella malattia.

Sì, sicuramente il fatto che dal punto di vista sanitario ci fosse un problema così importante aveva sdoganato l’opportunità di parlare in maniera più aperta di sessualità, perché era necessario insegnare alla popolazione, soprattutto ai giovani, di imparare a proteggersi. Col tempo questa cosa è diventata meno urgente e ha di nuovo preso il sopravvento l’idea che il macro-argomento “sesso” fosse un tema difficile. Di fatto le malattie a trasmissione sessuale non sono per niente scomparse, anzi. Alcune sono malattie particolarmente interferenti, con problematiche che, pur non portando un rischio per la sopravvivenza, determinano un rischio per la fertilità oppure creano fastidi significativi. I ragazzi non li conoscono minimamente. Se si prova a chiedere a qualcuno di 17 anni cosa sia l’Aids probabilmente non saprebbe rispondere.

Certo, certo. Come ultima domanda, una più personale relativa all’argomento odierno. Tu come dottoressa, come psicoterapeuta, come donna, cosa pensi del connubio “musica-sesso”? La prima cosa che ti viene in mente se pensi alla musica nel sesso o al sesso nella musica. Cosa ti viene in mente? Cosa ti emoziona?

Mah, guarda, io dire che la musica è il cibo dell’anima e la sessualità è l’aspetto più vitale del funzionamento delle persone, perché è quello che ti permette non solo di entrare veramente in contatto col partner, ma anche di dare origine alla vita. Per cui, se mettiamo insieme queste due cose, io dire che abbiamo un connubio perfetto...

A questo link è possibile ascoltare il podcast della puntata

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