Venerdì, 17 Settembre 2021
Suono ma nessuno apre

Opinioni

Suono ma nessuno apre

A cura di Matteo Fabbri

Un piccolo angolo di paradiso musicale in centro a Ravenna

Avete presente quei negozi che ormai non esistono più? Beh, oddio, qualcosina in realtà c’è ancora, anche nella nostra città

Allora, non voglio fare la parte del “boomer”, anche perché usufruisco quotidianamente della musica in digitale e trovo che piattaforme come Spotify possano contribuire a far riscoprire tanta musica, vecchia e nuova, a un po’ tutte le generazioni. In particolar modo ai giovani che magari senza questi supporti non avrebbero la possibilità di imbattersi, anche per caso o tramite playlist, in autori e band di grande valore storico. Ma avete presente i negozi di dischi? Ve li ricordate? Quelli che un tempo erano dei veri e propri luoghi di ritrovo e di svago. In cui potevi arrivare a perderci dei pomeriggi interi, alla ricerca dell’ultima uscita del tuo gruppo preferito, o rovistando tra migliaia di copertine che ti invogliavano all’acquisto già solo per la grafica stampata sopra. Comprare un disco era una sorta di rito perché poi implicava tutto quel contorno intrigante: il rischio di aver acquistato una ciofeca, il sapore dell’attesa durante il tragitto di rientro verso casa, il gusto di inserire l’album nel lettore CD o nel giradischi o nel “mangianastri”, il fatidico tasto “play” da pigiare con parsimonia, la lettura del libretto all’interno della copertina, sempre ricco di informazioni, disegni, aneddoti, ecc...

Insomma, avete presente quei negozi che ormai non esistono più? Beh, oddio, qualcosina in realtà c’è ancora, anche nella nostra città. Complice il rinnovato “boom” del mercato del vinile, infatti, in centro a Ravenna da qualche anno ha aperto un negozietto, un piccolo angolo di paradiso musicale, che si chiama “Jean Music Room” e che in breve tempo è diventato un punto di riferimento per appassionati, ma non solo. All’interno si può ancora respirare l’aria della vecchia bottega e il profumo di quell’oggetto affascinante che è il vinile. Non di rado l’interno pullula sia di cultori sia di semplici avventori curiosi, a volte anche molto giovani, che vogliono toccare con mano i prodotti, come si faceva una volta, anche per evitare brutte sorprese in cui potrebbero incappare con l’acquisto via internet. Ma soprattutto per avere un parere esperto e magari un consiglio da parte di quella figura che è il venditore.

La proposta del piccolo locale varia tra la vendita di vinili, nuovi e d’epoca, ma anche CD, tanti libri musicali, poster cinematografici e impianti stereo hi-fi per la casa. Ma quel che, a mio avviso, rende speciale questo posto è l’idea del titolare, Gianni Corbari, di creare una sorta di “salotti”, come li chiama confidenzialmente lui. Ovvero appuntamenti settimanali all’insegna della storia della musica e dello storytelling. Serate in cui, degustando del buon vino, si può ascoltare il racconto di band e artisti da parte di appassionati di volta in volta diversi: c’è stato il “salotto” dedicato a De Gregori, quello invece su James Brown, o ancora sui Black Sabbath, i Cure, Battisti, De André, e tanti altri. A queste vengono affiancate di tanto in tanto anche presentazioni di libri e piccoli DJ set. Insomma, la scelta di creare un contesto di questo genere in un'epoca come quella attuale può sembrare bizzarra e suicida. Onore quindi a chi ha il coraggio di dar vita a realtà culturali che riescono a sopravvivere grazie alla nicchia di intenditori che si forma attorno, sicuramente, ma soprattutto grazie alla passione e alle idee che ci mettono le persone.

A questo link è possibile ascoltare il podcast 'Suono ma nessuno apre'

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