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1200 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi nel capannone: denunciato il proprietario

Anche in un'azienda ravennate dedita al recupero e trattamento rifiuti di vario genere, in cui si era sviluppato un incendio accidentale, sono state rilevate svariate irregolarità 

Negli ultimi due mesi, i Carabinieri del Noe di Bologna hanno tenuto i riflettori accesi sulle imprese regionali operanti nel settore della gestione dei rifiuti. D'altronde, l'incremento dell'attività di monitoraggio si è reso necessario anche a seguito della ridotta disponibilità dei mercati esteri, in primis quello cinese, di incamerare rifiuti riciclabili, in particolare di natura plastica.

Nei guai è così finito un imprenditore forlivese denunciato per il rinvenimento, all'interno del suo sito industriale, di circa 300 tonnellate di rifiuti speciali oltre il limite consentito, per la maggior parte costituiti da scarti plastici di vario genere e pneumatici fuori uso. Anche in un'azienda ravennate dedita al recupero e trattamento rifiuti di vario genere, in cui si era sviluppato un incendio accidentale, sono state rilevate svariate irregolarità nelle modalità di stoccaggio. Da qui la denuncia del legale rappresentante e l'obbligo di ripristinare il regolare andamento della gestione.

Sempre nel ravennate è stata sequestrata un'area industriale di 2.000 metri quadrati, con un capannone di circa 750, in cui erano illecitamente stoccate 1.200 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi costituiti da scarti di macinazione di cavi elettrici. Ciò ha comportato la denuncia del proprietario dell'area che, nel frattempo, non aveva mai ottemperato all'ordinanza sindacale di rimozione e bonifica del sito.

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