2 giugno, il vicesindaco Fusignani: "La Repubblica è un inestimabile valore "

C'è stato un momento di raccoglimento sotto il monumento di Giuseppe Garibaldi durante il quale sono stati richiamati i simboli dell'identità nazionale, dal Tricolore all’inno di Mameli

Celebrata a Ravenna la Festa della Repubblica. C'è stato un momento di raccoglimento sotto il monumento di Giuseppe Garibaldi durante il quale sono stati richiamati i simboli dell'identità nazionale, dal Tricolore all’inno di Mameli, rievocando il nesso ideale che lega Risorgimento, Resistenza, Repubblica e i valori sanciti dalla carta costituzionale. "Come ogni anno celebriamo la data più importante della nostra storia - ha affermato il vicesindaco Eugenio Fusignani -. Infatti al referendum del 2 giugno di 72 anni fa l’Italia, appena uscita dal secondo conflitto mondiale, riscattò la propria onorabilità e, con il 54% dei voti, scelse la Repubblica, condannando, insieme con il fascismo, anche la monarchia che ne aveva consentito l’ascesa e ne aveva coperto tutte le violenze e gli errori fino a quello fatale dell'entrata in guerra al fianco della Germania nazista. Ravenna fu protagonista di quegli eventi: dei 54.769 votanti furono 48.825 quelli che si espressero a favore della Repubblica. Una maggioranza schiacciante che la diceva lunga sul sentire di queste terre. Le terre che nel Risorgimento videro sempre più crescere l’afflato mazziniano e nelle quali, non a caso, la Trafila trovò il suo naturale compendio, salvando il Generale Garibaldi dal plotone d’esecuzione austriaco e papalino. Per questo Ravenna merita più di ogni realtà di vedere celebrata la Festa delle Repubblica. Questo è un 2 Giugno particolare. Non solo perché quest’anno coincide con due importanti concomitanze come il 100° della fine della Grande Guerra (4^ guerra d’indipendenza) e il 70esima della nostra Costituzione. Ma è anche un anno particolare perché le celebrazioni provinciali quest’anno si svolgono a Lugo dove, insieme al 2 giugno, si renderà onore alla memoria di Francesco Baracca nel 100° della morte avvenuta il 19 giugno del 1918 durante la famosa battaglia del solstizio che rappresentò un momento decisivo per la vittoria. Tocca a noi, eredi dei valori del Risorgimento, della più alta tradizione di civismo, del più nobile senso delle istituzioni e della Patria, intesa come comunità di uomini liberi e uguali che sappiano aprirsi al mondo con la mente e il cuore ricchi della propria cultura, tocca a noi farci carico dell’onore di dare alla città di Ravenna l’occasione per celebrare la Repubblica e il Tricolore, col nostro senso mazziniano e con lo spirito garibaldino che ci accomuna sicchè anche oggi, in questi concitati giorni che hanno mandato in scena uno spettacolo istituzionale non proprio edificante, i cittadini di Ravenna possano sentirsi fieri e orgogliosi di essere italiani". 

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"Ricordare e onorare il 2 giugno vuole dire, infatti, ricordarsi di chi siamo per sapere come dovremo essere, attingendo a piene mani ai valori e agli ideali di un passato che non può svilirsi in un  presente di egoismi e autoreferenzialità - ha proseguito nel suo discoso Fusignani -. E questo ancora di più  deve valere per chi rappresenta le istituzioni che, come recita la Costituzione, deve assolvere il proprio compito con disciplina e onore. Soprattutto per essere pienamente degni di servire le istituzioni repubblicane, ma anche per riconquistare il rapporto di fiducia dei cittadini, riavvicinandoli alle istituzioni. E' un dovere che abbiamo soprattutto nei confronti dei nostri giovani ai quali dobbiamo lasciare una traccia indelebile di quei valori che sono i fondamenti delle nostre comunità e uno strumento prezioso per superare i momenti di avversità. La Repubblica è un inestimabile valore che va costruito ogni giorno, con le nostre azioni e con il rispetto profondo, vero e sentito verso lo Stato, le sue istituzioni e i principi costituzionali che stanno alla base della nostra democrazia. Un rispetto che deve essere reciproco: istituzioni e partiti non devono mai dimenticare che sono i cittadini i destinatari delle loro azioni e che il bene comune deve tornare ad essere, oggi più che mai, l'orizzonte di un impegno forte e convinto. Un impegno che ci porta a dirigere la prua verso il futuro. 
In questo bellissimo giorno voglio rivolgere un grato e caloroso saluto agli uomini ed alle donne delle nostre Forze Armate e delle Forze dell’Ordine ed insieme a loro e a voi, cari cittadini ravennati, rendere omaggio ai tanti caduti lungo il difficile e sofferto cammino del nostro Paese verso la libertà, la democrazia e la repubblica".
 

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