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"200 euro per vestire i morti": la battaglia di Lista per Ravenna arriva in Consiglio

Martedì il Consiglio comunale dovrà approvare il nuovo accordo tra il Comune di Ravenna e l’Ausl Romagna per la gestione della camera mortuaria

Martedì il Consiglio comunale dovrà approvare il nuovo accordo tra il Comune di Ravenna e l’Ausl Romagna per la gestione della camera mortuaria, in cui vengono trasportate e “custodite”, prima del funerale, le salme dei pazienti deceduti nell’ospedale civile attiguo.

"Ciò che mi fa indignare è il servizio di vestizione della salma nella camera mortuaria - commenta il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Lo effettua da sempre Azimut spa per conto del Comune, che ha fissato un prezzodi 193,57 euro (pur esente da Iva), gravante così sui cittadini come una tassa della morte. Il 19 agosto scorso ero ricorso al responsabile comunale dell’Anticorruzione sollevando il problema. Il marchingegno escogitato per continuare a violare la legge lasciando tutto come prima sta nella norma, inserita nelle nuove disposizioni, secondo cui il Comune si impegna ad “assistere ed informare i familiari dei defunti circa le attività obitoriali, predisponendo materiale informativo sulle tariffe applicate in esclusiva dal Gestore del Padiglione Necroscopico e riguardo alla possibilità che le attività di vestizione e tanatocosmesi possano essere svolte da terzi, a richiesta dei familiari, al di fuori del complesso del Padiglione Necroscopico”. Vuol dire che la vestizione e il trattamento cosmetico delle salme portate alla camera mortuaria può farla abusivamente solo il Comune, al suo prezzo. La famiglia può farla in proprio o affidarsi ad un’impresa di sua fiducia, magari perché costa meno, solo se porta la salma a casa: come se la camera mortuaria non fosse un servizio pubblico. Ma non è così nelle altre città, comprese tutte quelle della nostra stessa provincia, dove possono svolgere questo servizio nella camera mortuaria, all’orario prestabilito, le imprese incaricate dalle famiglie. Tra queste c’è anche Aser, tramite cui il Comune, se vuole, può calmierare il prezzo quanto vuole. C’è una differenza non da poco tra Azimut e Aser, che rende ancor più odiosi, fatti “da sinistra”, questi comportamenti. Aser è interamente comunale, per cui gli utili arrivano tutti in cassa pubblica. Il 40% di Azimut è invece di proprietà delle cooperative, per cui la stessa parte degli utili arriva nelle loro casse private. Nel 2018 Azimut ha “guadagnato” 1 milione e 28 mila euro gestendo, in monopolio tariffario, esclusivamente servizi comunali. Tra questi, il lucro maggiore lo danno i morti, prima e dopo il loro arrivo in cimitero. Ma non finisce qui. Martedì battaglierò in consiglio comunale sul monopolio della vestizione in camera mortuaria con due emendamenti correttivi. Poi verificheremo se c’è un giudice anche a Ravenna".

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