A Faenza gli studenti del liceo fanno lezione all'aperto

Alcuni dei suoi studenti hanno infatti scelto di seguire la lezione in presenza, altri sono rimasti collegati da casa per mezzo di un dispositivo elettronico

A lezione all'aperto. Martedì un'insegnante del liceo Torricelli-Ballardini di Faenza, Gloria Ghetti, ha tenuto la propria lezione all’aperto. Alcuni dei suoi studenti hanno infatti scelto di seguire la lezione in presenza, altri sono rimasti collegati da casa per mezzo di un dispositivo elettronico: l'insegnante ha svolto una lezione per tutti, un’ora del proprio programma.

"Invece di fare lezione in una classe vuota, come capita loro dalla chiusura delle superiori, le nostre due insegnanti (un'altra ha fatto lo stesso a Firenze, ndr) hanno immaginato uno spazio diverso - spiegano dal comitato 'Priorità alla scuola' - Quanto se ne era parlato in estate: le lezioni nei parchi, nei giardini, in ampi spazi, non per forza in un edificio scolastico. Fatalità, o forse no, le loro lezioni hanno girato intorno all’immaginazione: quella di un fisico di fine Ottocento, che propose una spiegazione su reversibilità e irreversibilità dei fenomeni termodinamici – accolta con freddezza dai suoi contemporanei, si rivelerà decisiva per la fisica del XX secolo; quella di uno scrittore che riflette sulla storia, invitando a scorgervi le possibilità che in tutti i momenti si aprono e si chiudono – la storia si basa su dati concreti e verificabili, ma ha bisogno di immaginazione (di una poetica) per coglierne il senso profondo, le conseguenze, l’umanità. Le azioni e le lezioni di oggi sono ormai ampiamente documentate, le immagini parlano affiancandosi alle parole dette, ascoltate e scritte (scriviamo da aprile)".

"Continuiamo a metterci l’immaginazione: perché siamo ormai a un terzo dell’anno scolastico e mentre stiamo cercando di salvare questo dobbiamo pensare al prossimo - continuano dal comitato - Le nostre richieste sono quelle di sempre: spazi adeguati, docenti e personale a sufficienza, fine delle classi pollaio, diminuzione del rapporto docenti-studenti in tutti gli ordini e gradi, compresi i servizi educativi per l’infanzia. Sappiamo che moltissime scuole – sia tra quelle chiuse e spedite a distanza come tra quelle che restano aperte – hanno tuttora problemi di organico, carenza di insegnanti, orari provvisori; che la possibilità del tempo pieno e dei tempi prolungati si ferma a una certa altezza della penisola, escludendo ampiamente le regioni meridionali. Non vogliamo vivere l’estate del 2021 come abbiamo vissuto quella del 2020: il salvataggio – cruciale, essenziale – di questo anno scolastico deve andare di pari passo con la previsione e l’organizzazione del nuovo anno scolastico. Cominciamo a pensarlo, a immaginarlo ora: priorità alla scuola".

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