Controlli della Polizia Municipale: a marzo vanno di moda i fiori "abusivi"

All'attività mirata di contrasto ai fenomeni di abusivismo in genere, si affianca quella ordinaria volta a verificare il rispetto delle normative di riferimento sul territorio di competenza, nelle fiere e i mercati nonché presso gli esercizi commerciali

Sono oltre una trentina gli interventi antiabusivismo che hanno impegnato marzo l'Ufficio Polizia Commerciale e Tutela del Consumatore della Polizia Municipale di Ravenna. Dagli stessi sono scaturiti tre sequestri amministrativi a carico di altrettanti cittadini, di nazionalità marocchina, che vendevano fiori, nel centro storico, e 20 rinvenimenti di merce abbandonata da extracomunitari che alla vista delle pattuglie si sono dati alla fuga. Per i tre nordafricani è scattato anche il previsto verbale, pari ad oltre 5.000 euro ciascuno.

Dei venti rinvenimenti effettuati, in 10 casi si trattava di mimose, abusivamente poste in commercio in concomitanza con la festa della donna; nei restanti casi venivano recuperati ombrelli, braccialetti, occhiali ed articoli di chincaglieria varia; il tutto per un valore complessivo tra i 1.500 e i 2.000 euro. Sempre in tema di abusivismo e non rispetto delle norme in materia commerciale, la pianificazione dei controlli ha consentito di contestare una decina di verbali per commercio su area pubblica senza osservare la specifica Delibera del sindaco, che vieta il commercio in forma itinerante all'interno della città. Le sanzioni, pari a circa 1.000 euro ciascuna, sono state comminate ad ambulanti di nazionalità italiana, albanese ed algerina, sorpresi a  vendere frutta e verdura, vasi di terracotta e piante, nelle zone di Viale Europa, via Monti (al ponte mobile), via Delle Industrie e via Ravegnana.

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All'attività mirata di contrasto ai fenomeni di abusivismo in genere, si affianca quella ordinaria volta a verificare il rispetto delle normative di riferimento sul territorio di competenza, nelle fiere e i mercati nonché presso  gli esercizi commerciali. A tal riguardo, tra le principali irregolarità riscontrate si segnala quella rilevata a carico di un parrucchiere che, all'interno del proprio esercizio, aveva attivato anche l'attività di estetica senza aver presentato ai preposti uffici comunali la scia (segnalazione certificata di inizio attività). Il responsabile è stato quindi multato (344 euro), ai sensi del "Regolamento Comunale per l'esercizio dell'attività di estetista".
 

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