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Cronaca

"Abuso d'ufficio": la Procura di Ravenna indaga quattro dirigenti sanitari

I Carabinieri del Nucleo investigativo si erano presentati nell'ottobre 2014 negli uffici amministrativi dell'Ausl e avevano acquisito diversi faldoni di documenti

La Procura di Ravenna ha chiuso le indagini su quattro dirigenti sanitari accusati di abuso d'ufficio in concorso, legato a incarichi professionali dati a tre medici. La notizia, riportata venerdì mattina dall'edizione bizantina de "Il Resto del Carlino", fa riferimento a due ex direttori generali dell'Area Vasta e di due direttori del comparto ravennate, accusati di aver intenzionalmente procurato ai tre medici un ingiusto vantaggio patrimoniale, violando una legge del 2001.

I Carabinieri del Nucleo investigativo si erano presentati nell'ottobre 2014 negli uffici amministrativi dell'Ausl e avevano acquisito diversi faldoni di documenti. Secondo quanto contestato dal sostituto procuratore Angela Scorza, tutto nasce dalla possibilita' di lavoro offerta nel reparto di Cure primarie di Ravenna a tre medici inizialmente inseriti con un contratto libero professionale di un anno e poi, almeno in un caso, confermati con proroga.

Incarichi definiti illegittimi dall'accusa, decisi a beneficio di medici appena specializzati e quindi con un'esperienza professionale ritenuta inferiore a quella di un altro medico che gia' nel 2003 aveva presentato domanda di trasferimento dalle Cure primarie di Faenza a quelle di Ravenna, e che l'aveva rinnovata ogni anno. Attraverso una nota, la direzione generale dell’Ausl Romagna "conferma la piena fiducia nell’operato della magistratura alla quale assicura la massima collaborazione. Qualora, nel prosieguo dell’inchiesta dovessero emergere responsabilità, l’azienda intraprenderà, come di consueto, tutti i necessari provvedimenti".

IL M5S - "La Giunta - commenta Raffaella Sensoli, consigliera regionale M5S e vicepresidente della Commissione Sanità - avrebbe scegliere nuove figure per le nomine dei dirigenti della sanita' regionale. Bonaccini e Venturi, invece, si sono limitati come al solito a spostare le pedine da una provincia all'altra con il risultato che una persona, gia' implicata in una vicenda giudiziaria a Modena, oggi si trova ad essere indagato in Romagna e nel frattempo deve guidare l'ospedale di Cona che ha gia' sufficienti problemi e necessiterebbe di una figura piu' che limpida. Una situazione davvero imbarazzante e che crediamo rappresenti un grave danno d'immagine per tutta la Regione".

"Visto che l'indagine portata avanti dalla procura di Ravenna riguarda alcune nomine ritenute illegittime perche' avrebbero di fatto favorito personale esterno invece che valorizzare quello interno - aggiunge Sensoli - ci chiediamo come il neo direttore generale possa continuare a svolgere serenamente il suo lavoro. Per carita', ognuno e' innocente fino a prova contraria, ma gia' il fatto che la magistratura stia indagando da mesi su questa vicenda significa che sul sistema di nomine c'e' qualcosa che non quadra. Noi lo diciamo da sempre: le nomine in sanita' non devono essere fatte ad personam ma devo passare necessariamente attraverso un concorso pubblico".

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