Cronaca

Accademia Bizantina è candidata agli 'Oscar' della musica classica come orchestra dell'anno

La formazione ravennate in gara per i Gramophone Awards 2021. Si tratta di uno dei più significativi riconoscimenti nell’industria discografica classica

La musica ravennate si distingue ancora a livello internazionale. L’ensemble ravennate Accademia Bizantina, una delle realtà artistiche d’eccellenza del panorama emiliano romagnolo, è l’unica italiana candidata al prestigioso riconoscimento Gramophone Awards 2021 come Orchestra dell’Anno.

I Gramophone Classical Music Awards, lanciati nel 1977, sono uno dei più significativi riconoscimenti nell’industria discografica classica spesso indicati come gli Oscar della musica classica. I 10 candidati ad “Orchestra dell’Anno” vengono selezionati dai critici della rivista Gramophone e da vari esperti del settore, mentre il vincitore è scelto dal pubblico attraverso una votazione online.

"Per il quarto anno consecutivo - si legge sul sito della Gramophone -, i Gramophone Classical Music Awards nomineranno un'orchestra dell'anno. L'unico premio deciso dal voto del pubblico, il Premio Orchestra dell’Anno celebra la creazione di musica collaborativa al più alto livello".

Oltre ad Accademia Bizantina gli altri candidati al premio sono: Academy of Ancient Music (UK), Bamberger Symphoniker (Germany), Berliner Philharmoniker (Germany), The Cleveland Orchestra (USA), Philharmonia Orchestra (UK), Orchestre symphonique de Montréal (Canada), Minnesota Orchestra (USA), Singapore Symphony Orchestra (Singapore), Tonhalle-Orchester Zürich (Switzerland).

L’Accademia Bizantina nasce a Ravenna nel 1983 con l’intento programmatico di fare musica come un grande quartetto. Oggi come allora, il gruppo è gestito in modo autonomo dai propri componenti custodi e garanti di quell’approccio interpretativo cameristico che lo ha sempre contraddistinto. Questa filosofia unita a un profondo studio collettivo ha permesso all’Ensemble di specializzarsi nell’esecuzione su strumenti originali del repertorio musicale del XVII, XVIII e XIX secolo.

Nel corso degli anni ha saputo distinguersi e conquistare un posto di rilievo nelle preferenze del pubblico e della critica, adottando un proprio stile interpretativo che trae la ragion d’essere nella ricerca e nell’appropriazione di un linguaggio e di una prassi esecutiva comune e condivisa che presuppone una attenta lettura della partitura e predilige l’accuratezza stilistica dell’esecuzione, come nella più nobile tradizione cameristica italiana.

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