Giornata del Rifugiato, nel territorio della diocesi accolti 623 profughi

E, grazie al coordinamento con Prefettura e Comune, la Caritas riesce anche ad intervenire in caso nell’emergenza, com’è successo questo inverno

Sono 623 i profughi accolti nel territorio della diocesi di Ravenna-Cervia, al netto di quelli inseriti nel progetto Spraar: molti fanno riferimento anche all’aiuto del centro d’ascolto di piazza Duomo per la distribuzione di vestiario, generi alimentari, coperte e sacco a pelo a coloro che dormono nelle strade. E, grazie al coordinamento con Prefettura e Comune, la Caritas riesce anche ad intervenire in caso nell’emergenza, com’è successo questo inverno, quando una decina di profughi pakistani sono stati accolti in una parrocchia del forese e altri quattro nel monastero delle monache carmelitane.

La Caritas diocesana aderisce anche al progetto nazionale “Rifugiato a Casa mia” nell’ambito del quale in una parrocchia del centro, con il supporto centro d’ascolto diocesana, le famiglie si stanno preparando ad “adottare” alcuni rifugiati sostenendo le spese per l’accoglienza in un appartamento e supportandoli verso l’autonomia. All’interno delle diverse attività formative e di sensibilizzazione della delegazione

Regionale Caritas, vi è l’esperienza del coordinamento regionale Immigrazione, un luogo strutturato dove si condivide, riflette, ragiona e discerne la tematica relativa ai profughi, richiedenti asilo politico e rifugiati oltre alle diverse situazioni in ambito immigrazione. A completamento del lavoro di quest’anno, si è scelto di documentare l’attività di ogni Caritas Diocesana della nostra regione sull’argomento in un dossier che è stato reso pubblico in occasione della Giornata del Rifugiato 2016.

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La documentazione, consultabile on line sul sito della Delegazione Regionale (www.caritas-er.it) ha l’obiettivo di testimoniare i cammini delle realtà locali diocesane oltre a permettere di riflettere sull’argomento, condividendo anche possibili prospettive future. "Emerge sicuramente l’importanza dell’accoglienza, mettendo al centro la persona, alle volte nella diversità di scelte o in percorsi simili, tutto ciò nella prevalente funzione pedagogica attraverso un ascolto ed una relazione significativa che portano a scelte pastorali concrete", spiegano dalla Cartis.

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