Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Addio a Getulio, raccontò Auschwitz agli studenti: "La libertà di oggi è una grande conquista"

"Ho vissuto due vite, quella prima della deportazione e quella dopo la liberazione, dove ho cercato di riprendere le fila di ciò che ero stato costretto a lasciare"

Si è spento nei giorni scorsi, a ridosso della Giornata della Memoria e all'età di 99 anni, Getulio Bongiovanni, ingegnere lughese che ha vissuto sulla sua pelle l’orrore del nazifascismo, generoso testimone della propria esperienza di deportazione che tante volte si è speso a livello territoriale per raccontare la sua drammatica esperienza a tanti giovani e tanti studenti che oggi hanno circa l'età di quando lui venne costretto ad arruolarsi, interrompendo gli studi. L'8 settembre 1943 infatti, quando era a metà del suo percorso universitario, il soldato in seguito all'armistizio fu deportato ad Auschwitz. Una volta rientrato in Italia, Bongiovanni decise di proseguire gli studi, ottenendo una laurea in ingegneria. Bongiovanni è stato inoltre presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Ravenna dal 1995 al 1997 e nel 2017 gli era stata conferita l’iscrizione all’Albo d’Onore per l’attività professionale svolta.

"Addio Getulio e grazie per aver condiviso con noi la tua storia - commenta il sindaco di Lugo Davide Ranalli - Non la dimenticheremo". "Ho avuto la fortuna di conoscere l’Ingegnere Bongiovanni nel 2017, durante un incontro in Rocca - aggiunge l'assessore Anna Giulia Gallegati - e ricordo esattamente le sue parole: “Per anni, non ho voluto parlare della mia storia, ma adesso vorrei poterla raccontare ai giovani, non agli adulti, agli studenti delle superiori. Lo sa perché? Perché quando venni obbligato ad arruolarmi stavo studiando e amavo immensamente quello che stavo imparando all’università. Mi privarono di questa gioia per mandarmi a combattere una guerra dura e sanguinosa totalmente privo di qualsiasi preparazione. Non sapevamo neanche sparare e in guerra non ci volevamo andare, nonostante ci avessero offerto a tutti un diciotto politico. Vorrei che i giovani capissero che la libertà di oggi è una grande conquista e che può svanire da un momento all’altro, come è successo a me. Ho passato momenti disumani. Ricordo che nelle baracche volevano che dormissimo con la testa rivolta verso il corridoio perché vedessimo quelli che di noi venivano portati via per essere uccisi. Ho vissuto due vite, sa? Quella prima della deportazione e quella dopo la liberazione, dove ho cercato di riprendere le fila di ciò che ero stato costretto a lasciare". Abbiamo perso una persona di buon cuore, umana, attaccatissima al lavoro, colta e intelligente. Un esempio per tutti noi. Addio Getulio, grazie di tutto, mi mancherà moltissimo".

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