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Elezioni comunali, quasi un faentino su due alle urne: l'affluenza delle 19

Referendum: a Ravenna ha espresso la propria preferenza il 31,6%. Domenica si vota fino alle 23, mentre lunedì dalle 7 alle 15

Si attesta al 34,63% l'affluenza alle urne per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari nella provincia di Ravenna. Alle 12 era del 15,46. Il dato aggiornato alle 19 vede a Faenza un maggior richiamo ai seggi, dove si vota anche per la scelta del sindaco. Per il referendum nel comune manfredo ha votato il 45,66%, mentre per le comunali il 43,76%. A Ravenna invece ha espresso la propria preferenza il 31,6%. Domenica si vota fino alle 23, mentre lunedì dalle 7 alle 15.

Documento valido, tessera elettorale e mascherina obbligatoria è il kit indispensabile dell’elettore nell'era del covid. Per evitare assembramenti, specie nelle scuole dove sono ospitate più sezioni, sono previste aree di attesa all’esterno. Gli accessi vengano contingentati e son stabiliti percorsi distinti di ingresso e uscita per evitare incroci. Una volta votato occorre depositare da sé la scheda, mentre al termine di ogni operazione di voto le matite vengono sanificate. Previsti anche ricambi d'aria e areazione naturale e una sanificazione periodica di tavoli, cabine e servizi igienici.

Per cosa si vota 

La legge sul taglio dei Parlamentari è stata approvata in via definitiva l'8 ottobre 2019, la cosiddetta 'Riforma Fraccaro'. Con il 'Sì', si conferma la riforma che fa passare il numero dei parlamentari dagli attuali 945 a 600. Nello specifico, i deputati alla Camera si riducono da 630 a 400, mentre i senatori passeranno da 315 a 200. La riforma impone inoltre il tetto di 5 senatori a vita. La principale differenza, cambiando solo il numero dei parlamentari, è il minor costo della politica e il mutato rapporto numerico di rappresentanza  sia alla Camera dei deputati (1 deputato per 151.210 abitanti, mentre oggi è 1 per 96.006 abitanti) sia al Senato (1 senatore per 302.420 abitanti, mentre oggi è 1 ogni 188.424 abitanti). Con il 'No', invece, rimane tutto com'è attualmente, quindi 945 parlamentari. In entrambi i casi non si vota e non muta la legge elettorale, ma in caso di vittoria del 'Sì' sarà necessario ridisegnare i collegi elettorali con una legge ordinaria.

Il Testo del quesito

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?». Con il 'Sì' si approva il testo di modifica, con il 'no' lo si respinge e di conseguenza si toglie effetto alla modifica e gli articoli della Costituzione citati restano immutati.

Non c'è quorum

Essendo un referendum costituzionale non è prevista una soglia di votanti per dichiarare la validità della consultazione (il quorum, come previsto nei referendum aborgativi). Quindi vince chi ottiene il maggior numero di voti, indipendentemente dal numero totale di votanti. 

L'affluenza alle 19

ALFONSINE 34,98
BAGNACAVALLO 36,05
BAGNARA DI ROMAGNA 36,64
BRISIGHELLA 31,06
CASOLA VALSENIO 28,09    -    -
CASTEL BOLOGNESE  32,80
CERVIA 30,69
CONSELICE 32,34
COTIGNOLA 36,36
FAENZA 45,66
FUSIGNANO 35,60
LUGO 35,20
MASSA LOMBARDA 33,42
RAVENNA 31,60
RIOLO TERME  33,09
RUSSI  34,2
SANT'AGATA SUL SANTERNO 34,47
SOLAROLO  32,58

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