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Agenzia delle entrate, i dipendenti incrociano le braccia per lo sciopero

A Ravenna è stato indetto un presidio dalle 8.30 alle 10 davanti alla sede della Direzione provinciale, in via Trieste 74, per sensibilizzare la cittadinanza sui motivi dello sciopero

“I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate sciopereranno martedì 2 aprile perché vogliono continuare a fare “bene” il loro lavoro nell’interesse di tutto il paese, invece c’è il rischio che cambi la natura dell’Agenzia”. Esordiscono così i sindacati ravennati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa Flp  che rappresentano i 210 dipendenti dell’Agenzia delle Entrate della provincia di Ravenna, che ha tre sedi: la direzione a Ravenna, l’ufficio territoriale di Faenza e lo sportello di Lugo. A Ravenna è stato indetto un presidio dalle 8.30 alle 10 davanti alla sede della Direzione provinciale, in via Trieste 74, per sensibilizzare la cittadinanza sui motivi dello sciopero.

"Infatti nel corso del tempo la missione dell’Agenzia sembra mutare - spiegano i sindacalisti - Da amministrazione strettamente votata alla lotta all’evasione fiscale, dovrebbe trasformarsi in amministrazione erogatrice di servizi. L’Agenzia delle Entrate, invece, ha come obiettivo principale quello di far sì che le leggi fiscali nel nostro paese siano rispettate e se ciò dovesse cambiare tutto il paese ci perderà e le disuguaglianze non si ridurranno, diventeranno sempre più marcate in dispregio delle regole e del dettato costituzionale. Le tasse pagate, spontaneamente o per effetto del lavoro dei dipendenti dell’Agenzia, servono affinché tutta la comunità nazionale ne possa trarre beneficio attraverso i servizi pubblici erogati: scuole, sanità, assistenza, previdenza, strade, ferrovie e molto altro ancora. Tutti servizi migliorabili, certo, ma senza le tasse pagate dai cittadini onesti non ci sarebbero servizi pubblici nel nostro paese. Se tutti pagassero le tasse i servizi sarebbero migliori e ciascuno cittadino del nostro paese pagherebbe meno tasse. Uno dei compiti dell’Agenzia delle Entrate è perseguire gli evasori fiscali e obbligarli a pagare le tasse al pari di chi rispetta la legge e le paga regolarmente. E per questo lavoro pubblico nell’interesse della intera collettività nazionale, i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate sono remunerati".

"Proprio per questo i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate hanno parte del loro salario legato al raggiungimento di obiettivi fissati per legge e dalle convenzioni annuali Ministero dell’Economia e delle Finanze/Agenzia delle Entrate - proseguono i sindacati - Quindi hanno diritto, per effetto di norme e di accordi sindacali, a compensi collegati al livello di raggiungimento di obiettivi, individuati prima e riscontrati dopo. I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate hanno raggiunto per gli anni 2016 e 2017 gli obiettivi assegnati loro per quegli anni, ma ancora oggi non sono stati remunerati per quel traguardo raggiunto (salario di produttività) anzi, al contrario, l’Agenzia vuole ridurre di 30 milioni di euro i fondi utilizzati per quei pagamenti, senza alcuna spiegazione convincente. Per tutti questi motivi i 34.000 dipendenti di tutta Italia dell’Agenzia delle Entrate sono chiamati allo sciopero: dipendenti altamente professionalizzati, perennemente sotto organico, con carichi di lavoro sempre più pesanti. I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate vogliono continuare a lavorare per la collettività e vogliono che i compensi legati agli obiettivi del 2016 e 2017 siano erogati senza tagli e senza ulteriori ritardi. In preparazione dello sciopero si stanno svolgendo assemblee presso tutti gli uffici dell’Agenzia delle Entrate della nostra regione, con partecipazione elevatissima dei dipendenti e, ad oggi, con piena condivisione degli obiettivi sindacali".

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