Torna la voglia di viaggiare, ma le agenzie viaggi soffrono: "Non vediamo la luce in fondo al tunnel"

Tante cancellazioni e dipendenti in cassa integrazione. Le agenzie ravennati in difficoltà criticano le proposte della Regione: "Ci stanno chiedendo di spendere per poi essere rimborsati"

Ci sono attività che ancora non vedono una via d'uscita dalla crisi provocata dal Coronavirus. L'attenzione torna ancora una volta sul settore turistico, probabilmente il più colpito dall'emergenza: a soffrire particolarmente per la situazione tuttora incerta sono le agenzie di viaggio. Se per altre attività sono arrivate delle timide aperture, le agenzie di viaggio sono ancora ferme: il lavoro è bloccato e le spese si sommano settimana dopo settimana.

Alle difficoltà economiche si aggiungono poi i dubbi causati da proclami, spesso contrastanti fra loro, e dalla grande quantità di casi positivi ancora attivi soprattutto in certe aree del Paese (e del mondo). L'incertezza globale così investe in pieno l'attività di chi, per lavoro, è abituato a oltrepassare i confini nazionali regalando autentici sogni ai propri clienti. Ora però il sogno si sta trasformando in incubo per molte agenzie ravennati, aperte ma di fatto impossibilitate a lavorare.

La voglia di viaggiare c'è, ma regna l'incertezza

"La nostra criticità più grande è la mancanza di informazioni certe - racconta Francesca Bedei, titolare dell'agenzia Millepiedi Travel - Telefonate interlocutorie da parte dei clienti ne stiamo ricevendo, il grande ostacolo è dare risposte corrette e certe, perché ogni giorno cambiano le regole. Si dice che dal 3 di giugno ci si potrà muovere, ma ancora non è ufficiale. Insomma, a parte la giusta preoccupazione e i casi Covid ancora presenti in gran numero in molti territori la voglia di viaggiare c'è, ma nessuno ci dice in che modo si può fare. Sono usciti alcuni protocolli di hotel e compagnie aeree, ma a livello governativo non sappiamo come muoverci. Noi abbiamo gente che vuole partire o arrivare dall'estero, ma non sappiamo come fare. Ed è difficile".

"Anche se ci fosse qualcuno che vuole partire, in pratica non si può vendere nulla - spiega Marco Baldisserri, direttore dell'agenzia viaggi La Classense - Speravamo di avere delle partenze in giugno, i clienti erano quasi tutti disposti a partire. Si parla di ricominciare a partire in autunno, ma ovviamente noi speriamo già da luglio". Uno dei nodi cruciali, secondo il direttore dell'agenzia, è che "non è stata normata una responsabilità. Se una persona si ammala in viaggio, di chi è la responsabilità? Dal momento che non arrivano direttive noi abbiamo le braccia legate".

Tante spese e imprese a rischio

L'unica certezza è che così non si può proseguire a lungo. La mancanza di incassi e le inevitabili spese mettono imprenditori e dipendenti delle agenzie viaggi in seria difficoltà. Attualmente la Millepiedi Travel è aperta su appuntamento e dal 3 giugno riaprirà la propria sede al pubblico. "Gli appuntamenti sono abbastanza esigui, ma noi siamo sempre operativi per dare informazioni e aiutare i clienti - afferma la titolare - Ma qui si naviga a vista, l'incertezza è terribile. Da marzo siamo fermi. Andiamo avanti chiedendo finanziamenti in banca e la cassa integrazione in deroga per i dipendenti. Ma è un grande salto nel buio. Andrebbero incentivati gli imprenditori che hanno il coraggio di riaprire e mettersi al lavoro".

"Dal 18 maggio abbiamo riaperto, ma a parte chi stava seguendo delle procedure di rimborso e cancellazione non è entrato nessuno. In pratica siamo aperti solo per chi lavora - dice il direttore de La Classense - Come azienda stiamo sopravvivendo con quel poco di tesoretto messo da parte negli anni per coprire le spese. Per i dipendenti c'è la possibilità della cassa integrazione in deroga, ma i soldi ancora non sono stati erogati. I dipendenti ora non sono pagati".

Il contributo della Regione

Dalla Regione intanto arriva la promessa di 500 mila euro per sostenere le agenzie di viaggio con contributi a fondo perduto per riqualificare e innovare le strutture e i servizi. Una prospettiva che però non entusiasma le agenzie intervistate. "L'importo totale spalmato su tutte le agenzie della Regione è ben poca cosa - sostiene Francesca Bedei - Abbiamo bisogno di risorse e liquidità immediata. Anche il bonus vacanza è uno strumento estremamente debole. Non si vede la luce in fondo al tunnel". "Ci stanno chiedendo di spendere per poi essere rimborsati - critica Marco Baldisserri - In questo frangente non ha senso. Se è così, sarebbe una stupidaggine. In questo momento servono soldi per andare avanti".

E intanto c'è chi deve ancora tornare dall'estero

Non è esatto dire che l'attività di questi mesi delle agenzie viaggi si sia limitata a dare informazioni e a cancellare voli e vacanze. Infatti anche le agenzie ravennati sono state impegnate ad aiutare tanti viaggiatori italiani a ritornare in patria durante i mesi del lockdown. Il direttore de La Classense ricorda due casi di rimpatrio dall'estero dall'Indonesia e dai Caraibi: "Spesso nelle isolette capita che il referente del tour operator si trovi distante e potrebbe non riuscire a seguire gli ospiti. Non potendo avere un intervento in loco del corrispondente locale, abbiamo dovuto comprare un biglietto ex novo. I clienti hanno capito la situazione e ci sono venuti incontro economicamente pagando il 50% della spesa".

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"Da marzo lavoriamo solo per quello - sottolinea la titolare di Millepiedi Travel - Abbiamo aiutato tantissima gente a rientrare in Italia. Abbiamo cercato di far rientrare tutti entro il 20 marzo, dopo di che ritornare è diventato davvero difficile. C'è ancora gente in giro, ma il viaggio di ritorno è un'odissea. Il nostro lavoro adesso è quello".

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