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Picchiata da un automobilista mentre passeggia: "Avevo paura che spingesse il passeggino con mia figlia nel fiume"

Un episodio sconcertante, una violenza inaudita e uno spavento che difficilmente la povera donna riuscirà a dimenticare

Un episodio sconcertante, una violenza inaudita e uno spavento che difficilmente la povera donna riuscirà a dimenticare. Nel primo pomeriggio di domenica Eleonora, 30enne residente a San Bartolo, stava passeggiando insieme alla suocera, al cane e alla figlia di due anni sul passeggino lungo via Argine destro Ronco.

AGGIORNAMENTO - Presa a calci e pugni mentre cammina sul fiume: denunciato l'aggressore

"Stavamo passeggiando verso la chiusa - racconta Eleonora - Tornando indietro sono passate due auto: noi ci siamo spostate per farle passare, eravamo io da un lato della strada e mia suocera con mia figlia dall'altro. La prima auto è sfrecciata in mezzo a noi, andava fortissimo, e in quel tratto c'è il limite dei 30 chilometri all'ora. Ma non è tutto: ho notato che l'uomo, che avrà avuto una settantina d'anni, nel passare ha iniziato a inveirmi contro, non so per quale motivo. Io mi sono un po' innervosita, ho alzato la mano e gli ho fatto il dito medio. Lui ha visto, ha accostato l'auto facendo passare quella dietro di lui ed è sceso. Mi è venuto incontro dicendomi "Sai dove te lo puoi mettere quel dito?". Io gli ho detto che doveva rispettare le regole e i limiti di velocità, e lui per tutta risposta mi ha tirato un pugno in faccia. Poi è passato ai calci e alle spinte, fino a farmi cadere tre volte giù per la sponda del fiume. Un incubo durato più di quindici minuti".

Eleonora si è trovata inerme di fronte al suo aggressore: "A un certo punto la donna che era con lui in auto, vedendo l'aggravarsi della situazione, è scesa e ha iniziato a rimproverarlo cercando di riportarlo alla calma. Lui le ha gridato contro, poi l'ha presa per un braccio e l'ha spinta dentro l'auto. Nel frattempo io ho urlato a mia suocera di chiamare i Carabinieri: lui, sentita questa frase, ha coperto la targa dell'auto posteriore incastrando una sportina nel bagagliaio, di modo che la fosse nascosta, poi è ripartito a tutto gas. Io però avevo già memorizzato la targa, che ho dato ai Carabinieri quando sono arrivati. Hanno anche chiamato un'ambulanza che mi ha portato al pronto soccorso dell'ospedale di Ravenna, dove mi hanno dimessa con una prognosi di 15 giorni. Per fortuna nulla di rotto, a parte un labbro, ma ho diversi lividi e la faccia indolenzita".

La donna, che ha sporto denuncia ai Carabinieri, è ancora sotto shock: "Uno non è neanche libero di fare una passeggiata vicino a casa. Ho avuto paura, ma lo spavento più grande è stato quello che potesse prendere il passeggino su cui c'era mia figlia e lo spingesse giù nel fiume. Mia suocera infatti si è tenuta lontano mentre si consumava l'aggressione. Fermarsi per strada e picchiare una donna... sono sempre più sconvolta dalla gente".

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