Cronaca Faenza

Agguato mafioso a Faenza: fu per uno sgarbo nei subappalti. Un arresto

C'è finalmente un nome e un arrestato per il drammatico agguato che si verificò a Faenza l'8 luglio 2009, nei confronti di un artigiano catanese. Quest'ultimo, uscito di casa per andare al lavoro, era stato affrontato da uno sconosciuto che esplose diversi colpi

C’è finalmente un nome e un arrestato per il drammatico agguato che si verificò a Faenza l’8 luglio 2009, nei confronti di un artigiano catanese. Quest’ultimo, uscito di casa per andare al lavoro, era stato affrontato da uno sconosciuto, con cappellino e occhiali scuri, armato di pistola, che gli aveva esploso contro diversi colpi, ferendolo ad un braccio e ad un piede. La vittima era stata poi ricoverata all’ospedale di Faenza per essere sottoposto ad un intervento chirurgico.

Un agguato in puro stile mafioso che, grazie ad un certosino lavoro delle forze dell’ordine, è stato ricostruito fino alla cattura del presunto estorsore. Nel pomeriggio di venerdì a Bologna, gli investigatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri hanno arrestato un 57enne originario di Misterbianco (CT), residente ad Imola (BO), di cui le stesse forze dell’ordine non hanno divulgato il nome. I reati contestati sono la tentata estorsione aggravata, detenzione e porto di armi e tentato omicidio con l’aggravante del metodo mafioso.

Le indagini di polizia e e carabinieri sono statecoordinate dal Sost. Procuratore della Repubblica di Ravenna, Roberto Ceroni, e dal Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, Valter Giovannini.  Alla base del provvedimento emesso dal GIP di Bologna sono confluiti tutti gli elementi di prova raccolti nel corso delle investigazioni, condotte in sinergia dagli uffici investigativi di Ravenna coadiuvati, per alcuni aspetti specifici ed in alcune operazioni, dai colleghi di Catania.

All’esito della complessa fase degli accertamenti è emerso come l’aggressione armata sia maturata a seguito di conflitti relativi all’assegnazione di lavori in sub appalto all’interno di una grande società di meccanica industriale del bolognese, ove erano attive le imprese riconducibili all’arrestato ed alla vittima. Il tentato omicidio è risultato collegato ad un contesto più ampio con radici in Sicilia. Nel corso delle indagini è emerso come fossero presenti contatti tra esponenti del gruppo catanese con referenti residenti in diverse province e come l’operazione appena conclusasi abbia reciso un forte legame tra l’Emilia Romagna e referenti di un gruppo criminale di stampo mafioso siciliano. Quale sarebbe stata la colpa del 57enne? Non aver rispettato le regole del gruppo operante da anni in Emilia Romagna sia le regole imposte secondo la logica mafiosa per il reclutamento della manodopera e dell’appalto di commesse.

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