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Al cimitero canadese si celebra l'anniversario della liberazione di Villanova

La luce rossa tremolante che traspariva dai lumini rifrangendo sulle bianche lapidi riportava alla mente il colore che ricopriva il terreno durante quelle giornate e il sacrificio delle giovani vite che riposano

La sezione di Forlì dell’Unione Nazionale Sottufficiali ha partecipato venerdì, nel rispetto delle normative covid, alla commemorazione del 76esimo Anniversario della liberazione di Villanova di Bagnacavallo, con una cerimonia moto suggestiva che ha visto, oltre la presenza della vicesindaco di Bagnacavallo Ada Sangiorgi, quella di una delegazione di militari dell’esercito canadese comandati da un Colonnello, di stanza a Poggio Renatico ed affiancati dallo storico residente a San Marino Daniel Cesaretti, che ha cortesemente assunto le funzioni di traduttore, le associazioni d’arma, l'Anpi, il gruppo del “mercatino della solidarietà” che ha gentilmente donato i lumini rossi da offrire alle lapidi dei caduti oltre a cittadini che hanno sostenuto il sentito momento di pensiero dedicato ai militari che liberarono la cittadina dalle truppe di occupazione.

Su tutti la indomita, trascinante, coinvolgente e genuina passione della signora Rosalia Fantoni che nel sentimento di afflato con i soldati del cimitero del Commonwealth di Villanova considera “ i suoi ragazzi”. Non ha mai dimenticato l’arrivo di quei ragazzi che 76 anni fa riportarono la pace nel paese dove viveva, scacciando le persone che con violenza l’avevano privata degli affetti più cari, e da allora nella sua famiglia adottiva sono entrate anche le oltre 200 lapidi dei soldati che riposano nel cimitero dei quali lei cura costantemente il ricordo.

La luce rossa tremolante che traspariva dai lumini rifrangendo sulle bianche lapidi riportava alla mente il colore che ricopriva il terreno durante quelle giornate e il sacrificio delle giovani vite che riposano, mentre dopo gli inni inglese, canadese e italiano l’inconfondibile e struggente suono della cornamusa degli Argylls ha reso gli Onori davanti alla imponente Croce di marmo che appoggia la sua ombra sulle lapidi, rassicurante con la sua stagnante imponente mole. Al termine della cerimonia i partecipanti si sono lasciati con un abbraccio distanziato dalle norme covid, augurandosi un possibile sereno Natale e la speranza di poter celebrare il prossimo anno numerosi ed uniti dal superamento del momento pandemico e dal sincero e profondo rispetto per i fratelli in armi, che come si dice tra coloro che vestono l’uniforme sono andati avanti.

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