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Al Masini Raperonzolo "incontra" il Misantropo nella stagione del teatro-scuola

Il Teatro Masini di Faenza è pronto ad alzare il sipario per gli studenti della città con una ricca proposta di spettacoli (9 titoli per 18 repliche) che si protrarranno fino alla primavera del 2019

Il Teatro Masini di Faenza è pronto ad alzare il sipario per gli studenti della città con una ricca proposta di spettacoli (9 titoli per 18 repliche) che, partendo giovedì 6 dicembre, si protrarranno fino alla primavera del 2019. Le scelte della Direzione Artistica del Teatro Masini abbracciano proposte rivolte ai bambini delle Scuole Materne, agli studenti delle Scuole dell’obbligo e Superiori e porteranno sul palcoscenico manfredo alcune delle eccellenze del teatro per ragazzi italiano. Particolarmente ampio e diversificato sarà il ventaglio di spunti di riflessione e di approfondimento grazie alle diverse e fondamentali tematiche didattiche ed educative affrontate, quali, a titolo di esempio: il confronto tra posizioni e generazioni diverse; l’importanza della comunicazione; il supporto alle fragilità e alle disabilità di chi ci sta accanto; la salvaguardia della natura.

In cartellone saranno presenti anche alcune creazioni del Centro di Produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri (Raperonzolo di Sandro Mabellini, Abu sotto il mare di Pietro Piva, Il Misantropo di Tonio De Nitto e la sua Factory Compagnia Transadriatica, il nuovissimo Chi ha paura di denti di ferro? di Danilo Conti). Un riconoscimento che qualifica il Teatro Masini, oltre che per la sua attività di ospitalità, anche come “fabbrica” di arte e cultura, dove gli spettacoli nascono, provano e debuttano prima di partire alla volta di tournée nazionali e internazionali, esportando così anche il buon nome di Faenza, del suo Teatro e della creatività romagnola.

Sarà infatti la compagnia Accademia Perduta/Romagna Teatri ad inaugurare il cartellone con Raperonzolo, uno spettacolo di Sandro Mabellini. Uno spettacolo essenziale, ricco di immagini evocative che lasciano poco spazio al ricordo disneyano della treccia bionda della protagonista. Il rapporto con la Maga-Madre sostituisce ogni altra forma di relazione col mondo esterno della giovane, in cui vediamo sbocciare un amore sincero per un principe goffo e simpatico (un antieroe atipico nelle favole) nonostante sia l'unica scelta possibile. L'impianto scenico (dai costumi, alle parrucche, alla scenografia) restituisce la dimensione carnale della fiaba, nei colori (solo rosso e nero), nelle forme (corde intrecciate nei capelli e intorno alla vita, corde da sciogliere e montagne da scalare) e nei gesti. Un cordone ombelicale insomma, il vero protagonista dello spettacolo. Anche il disegno musicale dell'opera vuole essere cucito sulla pelle della storia. Questo lavoro affronta, in sintesi, il confronto con l’esempio cinematografico, sciogliendo l'idea della principessa stilizzata da un’epoca maschilista oramai in declino. La chiave generalmente ironica del taglio registico, non risparmia ai piccoli spettatori momenti realistici e difficili (il taglio della treccia, la cecità del Principe) il cui superamento costituisce la fase catartica, a conclusione del percorso pedagogico del bambino a teatro (6 e 7 dicembre).

Seguiranno Il Misantropo di Molière, riletto da Tonio De Nitto per la Factory Compagnia Transadriatica per gli studenti delle Scuole Superiori (13 dicembre) e la nuovissima produzione Chi ha paura di Denti di ferro? di Danilo Conti (dal 5 al 7 gebbraio). Poi ancora Abu sotto il mare del giovane e talentuoso Pietro Piva (19 e 20 febbraio), L’albero di Pepe del Teatro Pirata (7 e 8 marzo). Dal 13 al 15 marzo andrà poi in scena Thioro. Un Cappuccetto Rosso senegalese, frutto della co-produzione di Ravenna Teatro e Accademia Perduta, per poi proseguire con Sogni bambini di Ferruccio Filipazzi (19 e 20 marzo), Despresso del Collettivo Clochard (29 marzo) e Abbracci del Teatro Telaio (9 e 10 aprile).

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