"Al nido con la Regione", rette di frequenza ridotte anche nel faentino

La misura sperimentale, denominata “Al nido con la Regione”, è rivolta alle famiglie con Isee inferiore a 26mila euro

La Regione Emilia-Romagna, attraverso la delibera della Giunta Regionale n. 1338 del 29 luglio 2019, ha destinato all’Unione dei Comuni della Romagna Faentina 340.685,64 euro, calcolati sulla base dei bambini iscritti/frequentanti i servizi educativi del territorio, finalizzati all'abbattimento delle rette di frequenza ai nidi e servizi educativi per la prima infanzia per l’anno educativo 2019/2020, con l’obiettivo di favorire l’accesso a esperienze di educazione e cura nei servizi educativi per la prima infanzia.

La misura sperimentale, denominata “Al nido con la Regione”, è rivolta alle famiglie con Isee inferiore a 26mila euro, con bambini iscritti ai nidi del territorio e coinvolge sia i servizi gestiti dall’Unione, direttamente o indirettamente, che quelli convenzionati con l’Unione, aventi i requisiti di qualità stabiliti dalla normativa regionale. Dopo avere aderito alla misura sperimentale, la Giunta di Unione ha deliberato la scorsa settimana le modalità di abbattimento delle rette e le modalità di riconoscimento del beneficio alle famiglie.

"Questa iniziativa da parte della Regione contribuisce in maniera rilevante a portare avanti il nostro lavoro di promozione e qualificazione dei nostri servizi educativi – afferma il presidente dell’Unione Giovanni Malpezzi – permettendo una maggiore accessibilità a queste opportunità educative di grande qualità per la fascia 0-3 anni. In questo modo anche le famiglie con reddito medio-basso hanno la possibilità di usufruirne a condizioni più agevolate". Il contributo complessivo è stato ripartito sulla base degli iscritti/frequentanti i servizi educativi dei singoli Comuni dell’Unione, ciascuno dei quali utilizzerà le risorse assegnate in maniera diversificata, compatibilmente con le necessità manifestate sui territori.

Al Comune di Faenza andranno quindi  233.455,58 euro, mentre al Comune di Castel Bolognese 42.113,76 euro, il Comune di Riolo Terme disporrà di 36.928,09 euro, il Comune di Solarolo 16.479,30 euro e il Comune di Casola Valsenio vede assegnati 11.708,91 euro. Inoltre, per i Comuni di Brisighella e Casola Valsenio è stata inviata apposita richiesta di integrazione delle somme ripartite come sopra, sulla base dei bambini regolarmente iscritti ai Servizi educativi per la prima infanzia privati di questi due territori. La Regione Emilia Romagna ha comunicato informalmente che le risorse saranno previste alla prima occasione deliberativa utile.

Faenza si è posta l’obiettivo di far accedere il maggior numero di bambini ai servizi per la prima infanzia del territorio. Stante le politiche di riduzione delle rette attuate negli anni precedenti nel Comune di Faenza, infatti, sempre più famiglie si sono avvicinate ai servizi per la prima infanzia, sino ad arrivare, ad oggi, dove l’offerta non riesce a coprire interamente la richiesta. Attraverso la negoziazione con i soggetti gestori dei servizi per la prima infanzia convenzionati, si procederà dunque ad ampliare l’offerta formativa per inserire ulteriori bambini ancora in lista d’attesa nella graduatoria comunale e applicare, contestualmente, una riduzione delle rette per tutte le famiglie inserite nei servizi comunali e convenzionati.

L’amministrazione comunale di Castel Bolognese prevede invece l’applicazione del medesimo sconto su ogni fascia Isee della medesima tipologia di frequenza (full-time, part-time, spazio bimbo) e lo sconto verrà calcolato in percentuale prendendo come riferimento l’importo della retta Isee inferiore di ogni servizio. Relativamente al Comune di Riolo Terme, l’amministrazione prevede, per tutti gli iscritti al nido comunale con reddito Isee pari o inferiore a 26.000 euro, di abbattere in toto la tariffa fissa mensile e di applicare alla quota giornaliera  una riduzione e/o abbattimento per le fasce di reddito Isee più basse. Per gli iscritti al servizio educativo a gestione privata ma convenzionato, si applicherà la misura sperimentale della riduzione delle rette secondo un criterio di differenziazione delle fasce di reddito Isee.

L’amministrazione comunale di Solarolo prevede l’applicazione di una riduzione esclusivamente sulla tariffa fissa mensile, applicando un importo forfettario differenziato per ogni tipologia di frequenza, prevedendo l’applicazione di un importo mensile per le fasce di Isee al di sotto dei 26mila euro come da disposizione della delibera regionale. Infine l’amministrazione del comune di Casola Valsenio prevede l’applicazione di una riduzione e/o abbattimento diversificato sulla tariffa fissa sulla base dei redditi Isee delle famiglie, mantenendo inalterata la quota giornaliera. La tariffa fissa mensile per alcune fasce di reddito Isee molto basse, potrà essere eventualmente azzerata. Relativamente al servizio educativo di spazio bambini a gestione privata presente nel Comune, verrà applicata la misura sperimentale della riduzione delle rette.

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