Cronaca

Al via i saldi invernali: "Un italiano su due approfitterà degli sconti per fare shopping"

Particolarmente elevata l’adesione di negozianti e consumatori: a partecipare alle prossime vendite di fine stagione praticamente la quasi totalità dei negozi di moda e di tessili, che praticheranno sconti mediamente del 30-40%

Il 2018 parte con lo sconto: da venerdì 5 gennaio prenderanno il via anche nella nostra provincia i saldi invernali 2018, primo grande appuntamento commerciale dell’anno e fino al 5 marzo.

Saldi invernali, ecco quando iniziano: i consigli per non prendere "fregature"

"Le vendite di fine stagione riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti durante una determinata stagione - spiegano da Confesercenti -  Non occorre più fare la comunicazione al Comune. La presentazione al pubblico della vendita di fine stagione deve esplicitamente contenere l’indicazione della natura di detta vendita. È obbligatorio esporre il prezzo praticato ordinariamente e lo sconto o ribasso espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che si intende praticare nel corso della vendita di fine stagione".

Particolarmente elevata l’adesione di negozianti e consumatori: a partecipare alle prossime vendite di fine stagione praticamente la quasi totalità dei negozi di moda e di tessili, che praticheranno subito sconti mediamente del 30-40%. Interesse top anche tra i clienti: circa un italiano su due (il 47%) ha già deciso che approfitterà dell’occasione per fare almeno un acquisto, valutando di investire, mediamente, 150 euro a persona. E’ quanto emerge dall’indagine sui saldi invernali condotta da Confesercenti nazionale in collaborazione con Swg su un campione di 600 commercianti e 1.500 consumatori. “Quest’anno gli sconti di partenza saranno più alti della media e i saldi invernali somiglieranno a un black friday ‘sotto casa’, solo più accessibile e di maggiore durata - spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo Confesercenti (il sindacato dell’abbigliamento) - E in più con tutti i vantaggi del negozio tradizionale: conoscere i prodotti ed essere conosciuti dal commerciante, con cui si costruisce un rapporto di fiducia, e poter valutare toccando con mano i prodotti da acquistare. Un’occasione di risparmio per i consumatori, ma anche di vendita per le imprese, che cercano l’inversione di tendenza dopo l’ennesimo anno fiacco. Dal 2009 ad oggi in provincia di Ravenna il settore moda registra 77 attività in meno e 10 in meno anche le calzature. Anche le vendite di Natale sono state sotto le attese". Dal sondaggio effettuato dalla Confesercenti su 150 attività in provincia di Ravenna emerge un andamento eterogeneo e a macchia di leopardo tra stazionarietà rispetto a dicembre 2016, qualche luce e anche ombre. Nella media meglio l’alimentare, i pubblici esercizi (soprattutto Natale, Santo Stefano e Capodanno), i libri e la profumeria che l’abbigliamento. Segnalato un aumento delle vendite online.

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